Alex De Angelis (Getty Images)
Alex De Angelis (Getty Images)

 

L’ultimo aggiornamento sulle condizioni fisiche di Alex De Angelis, rimasto coinvolto in un brutto incidente sulla pista di Motegi durante le FP4 del GP del Giappone e subito trasferito in elicottero presso il Dokkyo Hospital di Mibu, conferma che il pilota della Iodaracing Project ha subìto una contusione a livello polmonare, con la presenza anche di fratture alle costole e al corpo vertebrale, ma senza apparente coinvolgimento del midollo osseo, mentre la Tac ha escluso problemi a livello cerebrale. Una situazione sicuramente seria, dunque, ma non grave.

 

Uno schianto terribile

Il 31enne sammarinese, rimasto esanime in pista accanto alla moto distrutta, aveva ripreso conoscenza già al Centro Medico e al momento le sue condizioni non sembrano destare particolare preoccupazione: è in grado di respirare da solo, muovere le gambe e anche parlare. Ma – secondo quanto si legge nella nota dffusa dalla Race Direction – De Angelis dovrà essere sottoposto ad ulteriori accertamenti per avere un quadro completo dei danni provocati dal violento impatto contro le barriere all’interno dell’uscita della curva 9 della pista nipponica.

Il responsabile del team Ioda, Gianpiero Sacchi, subito accorso in ospedale, ha dichiarato che il giovane pilota: “È cosciente, muove le gambe, ma è pieno di botti e molto dolorante”, mentre il responsabile della Clinica Mobile, il dottor Michele Zasa, ha parlato di “una situazione di media gravità”.

Quanto alla dinamica dell’incidente, un testimone ha riferito di aver visto la sua Art sbandare all’uscita della curva 9 e picchiare contro il guard rail. Pare che De Angelis sia incappato in un high side, andando a sbattere poi sulla perte interna del guard rail, sulla sinistra.

Un incidente dalla dinamica strana, dunque praticamente in rettilineo: pare che la gomma posteriore abbia perso aderenza, la moto si sia girata su se stessa e sia finita contro il guard rail, in quel punto sempre molto vicino all’asfalto.

“Dovevate vedere le nostre facce… erano tutti molto turbati – ha raccontato Stefan Bradl a Speedweek -. Non è stata una bella sensazione”. “Sono passato sul luogo dell’incidente e sembrava terrificante – ha aggiunto – . Ho capito subito che si trattava di una storia molto brutta. Si teme sempre il peggio. Fortunatamente, per dirla senza mezzi termini, stavolta è stato possibile salvare la pelle. Questa è la cosa più importante”.