Toyota: il “giallo” dei SUV e pick-up in mano all’Isis

(Getty Images)
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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti è alla ricerca di informazioni da Toyota per capire come mai l’Isis abbia a disposizione un così gran numero di SUV e pick-up della casa automobilistica giapponese. Veicoli che ha trasformato in mezzi da combattimento, sempre più spesso immortalati nei video dello Stato Islamico. A riferirlo sono i media Usa, da cui si è appreso che è stata avviata un’indagine in merito.

 

Un brand per lo Stato Islamico?

I modelli Toyota che sono comparsi più frequentemente nei video dell’Isis sono il Toyota Hilux, un fuoristrada pick-up, e il Toyota Land Cruiser, un altro tipo di fuoristrada. Il fatto curioso – che nemmeno Toyota sembra riuscire a spiegarsi – è che l’Isis non mostra solo veicoli vecchi, che potrebbe avere rubato nei territori conquistati: sembra infatti che in anni recenti il gruppo sia entrato in possesso di centinaia di auto Toyota nuove. I video in questione sarebbero stati girati in Siria, Iraq e Libia: dopo avere conquistato Raqqa, città siriana che sarebbe stata poi proclamata capitale del Califfato Islamico, per esempio, l’Isis organizzò una parata militare nella quale più dei due terzi dei veicoli erano Toyota.

Toyota ha una politica rigorosa, che prevede di non vendere a potenziali acquirenti che possono utilizzare i veicoli per attività paramilitari o terroristiche”, ha commentato Ed Lewis, direttore della comunicazione della sede di Washington dell’azienda. La Casa automobilistica – ha poi aggiunto – non ha la possibilità per monitorare i veicoli che sono stati rubati o sono stati acquistati e rivenduti tramite intermediari.

Il generale di brigata Saad Maan, portavoce dell’esercito iracheno, ha spiegato ai colleghi di ABC News che i modelli Toyota potrebbero essere stati comprati all’estero da alcuni intermediari e poi portati in Iraq e in Siria (parte del confine tra i due paesi non è più controllata dalle autorità statali, ma dai miliziani dell’Isis).

Da Toyota fanno comunque sapere che l’azienda collaborerà con il governo statunitense per capire come mai nell’ultimo anno alcuni suoi modelli di auto siano diventati molto usati dai miliziani dell’Isis, tanto da essere diventati una specie di brand del gruppo jihadista.

E’ il caso di ricordare che nel corso della sua avanzata lo Stato islamico è entrato in possesso di numerose quantità di attrezzature militari e logistiche abbandonate dall’esercito iracheno nella ritirata dal nord dell’Iraq, fra cui diversi veicoli Humvee, prodotti dalla statunitense Am General. Negli anni ’90 anche i talebani afghani fecero ampio uso dei pick-up Toyota: in quell’occasione la società giapponese dichiarò di non avere dei canali di vendita in Afghanistan e di non sapere come i pick-up fossero finiti nelle mani del gruppo.