Caso Volkswagen, parla l’ad Matthias Müller: “Richiami da gennaio”

Matthias Müller (Getty Images)
Matthias Müller (Getty Images)

 

Partirà quasi sicuramente a gennaio il piano di richiamo delle auto Volkswagen dotate di motori “truccati”, in grado cioè di alterare i test sulle emissioni, e richiederà senz’altro diversi mesi, se non un anno intero. La misura riguarderà milioni di veicoli in tutto il mondo, per i quali si prevede la necessità di interventi tecnici in officina, che -come anticipato – saranno a carico della Casa tedesca. Ad annunciarlo è stato il neo-Amministratore delegato del colosso automobilistico tedesco, Matthias Müller, al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, in quella che è la sua prima intervista dalla nomina post Dieselgate.

Il manager ha ribadito che gli interventi di manutenzione riguarderanno “solo” i veicoli dotati di motori in grado di alterare le emissioni ai test (si tratta dei Type EA 189 Euro 5, montati su milioni di esemplari del gruppo Volkswagen), e aggiunto che questa settimana i vertici di Wolfsburg sottoporranno alle autorità statunitensi il loro piano di azione per il via libera. “Se va tutto andrà come previsto si potrà partire con le riparazioni a gennaio”, ha detto Müller, spiegando che nella maggior parte dei casi basterà un aggiornamento al software.

 

Il piano per uscire dal “pasticcio”

L’ad Volkswagen ha poi tenuto a precisare che solo pochi dipendenti dell’azienda sono coinvolti nello scandalo, e che i veicoli “incriminati” a livello globale sono 9,5 milioni, invece degli 11 milioni precedentemente indicati.

Müller ha comunque ammesso che al momento la vicenda non è ancora completamente chiara, e che tutto sarà fatto perché ogni elemento “venga messo sul tavolo”, dato che solo facendo totale chiarezza si potrà recuperare credibilità e fiducia. A rendere tutto più complicato è la complessità della struttura del gruppo: “Credetemi, io sono più impaziente di voi – ha scandito – , ma quando si ha a che fare con una realtà che coinvolge quattro marchi e una moltitudine di varianti di modelli, l’accuratezza del lavoro è più importante della velocità”.

Infine, dinanzi alla platea dei 20 mila dipendenti dell’impianto di Wolfsburg (l’intero gruppo ne conta circa 600 mila nel mondo), Müller ha annunciato un inasprimento del piano di risparmi già predisposto dal precedente management. La revisione del programma di investimenti e il taglio di quelli non “strettamente necessari” serviranno a mantenere il più possibile inalterati i livelli occupazionali del gruppo. Il “percorso sarà doloroso”, ha ammesso, ma la società si tirerà fuori da questo pasticcio.