Caso Volkswagen: ecco come il software “truccato” riduce la potenza (VIDEO)

(Getty Images)
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Cosa succede nei motori TDI finiti al centro dello scandalo Volkswagen quando si simula il test di omologazione Usa? In che modo l’ormai famigerata “mappa fantasma” altera i livelli di potenza del propulsore? A queste domande hanno dato una risposta i colleghi della testata americana TFLcar.com, portando una Jetta 2.0 TDI del 2010 sul banco a rulli e dimostrando che effettivamente nella macchina si innesca una reazione automatica: per ridurre le emissioni, l’elettronica taglia potenza e consumi.

 

Il test sulle prestazioni

Tutto ruota intorno al defeat device, il software “truccato” che – dopo lo scoppio del Dieselgate – probabilmente costerà al gruppo Volkswagen miliardi di euro. Il dispositivo – intangibile ma, come si è visto, dagli effetti assai concreti – serve ad abbattere le emissioni solo e soltanto quando l’auto è sottoposta al test di omologazione dell’Epa, intervendo sull’erogazione della potenza con l’attivazione di una “mappa fantasma”.

Mediante un “esperimento” su una Volkswagen Jetta 2.0 TDI del 2010, portata sul banco a rulli in un centro ufficiale per il controllo delle emissioni a Denver, in Colorado, i colleghi di TFLcar.com hanno illustrato come funziona e quali sono le conseguenza del “trucco” congegnato dalla Casa di Wolfsburg.

Premesso che in Colorado non sono previsti controlli sugli NOx (come invece avviene in California), ma solo sulle emissioni di particolato, che vengono misurate con il valore dell’opacità allo scarico, tollerata fino al 35%, la Volkswagen Jetta 2.0 TDI si è comportata molto bene. Il livello di opacità si è infatti attestato sullo 0.9% e l’esame di revisione previsto nella contea di Denver è stato facilmente superato.

I dettagli più interessanti, tuttavia, sono stati scoperti dopo aver testato la Jetta su un banco a rulli per auto a quattro ruote motrici, forzando il moto dell’asse posteriore, per simulare la guida su strada. Come spiega il video che riproponiamo ai lettori di Tuttomotoriweb (vedi sotto), in questa condizione il quattro cilindri turbodiesel ha erogato 138,5 cavalli a 3.500 giri e 352 Nm di coppia a 2.5000 giri, valori in linea con quelli dichiarati dal costruttore (140 CV e 350 Nm).

In un secondo momento si è proceduto a un nuovo test, ma con le ruote posteriori bloccate e solo quelle anteriori (di trazione) sui rulli, cioè la modalità classica in cui avviene il test di omologazione. A quel punto  la musica è cambiata… La Jetta ha infatti erogato 136,5 cavalli (sempre a 3.500 giri) e 309,66 Nm di coppia massima (ma a 2.600 giri). Se la perdita di potenza massima può essere considerata trascurabile, quella di coppia lo è decisamente di meno.

I dati più interessanti sono però quelli relativi alle curve di erogazione: la diminuzione di potenza ai regimi intermedi (quelli che si usano di più nella guida reale) è di circa 15 CV e 43 Nm di coppia. Simulando la stessa procedura di test effettuata dall’Epa in sede di omologazione, il calo di potenza medio è risultato del 10,8 %. Tutto ciò può dare l’idea di quelle che saranno le performance dei 2.0 TDI “truccati” una volta che verranno aggiornati e mondati del software incriminato. Quanto all’abbassamento delle prestazioni, lasciamo a voi l’onere di giudicare se sia accettabile o meno…