MotoGP, Valentino Rossi: “Con Lorenzo sarà veramente dura”

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

 

Valentino Rossi sarà consacrato come il miglior pilota di MotoGP di tutti i tempi, se vincerà il titolo 2015? Molto probabilmente sì. Eppure nonostante i nove titoli iridati il 36enne campione della Yamaha si considera un ragazzo assolutamente normale. Poi, certo, in pista è spietato…

In vista del GP di Motegi, in calendario il prossimo weekend, il Campione di Tavullia fa un bilancio del Campionato mondiale MotoGP 2015 – che lo vede al momento in vetta alla classifica con 14 punti di vantaggio sul compagno di squadra Jorge Lorenzo – e della sua straordinaria carriera.

 

Verso il gran finale

Come vede Valentino Rossi l’ultima parte di questo Motomondiale 2015? “Sarà veramente dura – ammette il fuoriclasse in un’intervista esclusiva a Cycleworld – perché Lorenzo è molto forte. La sua guida sfiora la perfezione. Davanti a noi abbiamo quattro round complicati. I miei 14 punti di vantaggio non sono molti, ma abbiamo dimostrato che se lavoriamo bene possiamo essere competitivi”.

Se ne è avuto la dimostrazione anche all’ultimo GP di Aragon, dove il Pesarese è stato protagonista di una battaglia all’ultimo sorpasso con il rivale della Honda Dani Pedrosa, che è riuscito a “rubargli” il secondo posto. C’è chi sostiene che Valentino in quell’occasione abbia corso troppi rischi, ma lui fa notare che “era importante battere Dani per i quattro punti extra” e “l’ho fatto pensando al campionato”. “Mi sono giocato tutte le carte – sottolinea -, persino una in più all’ultimo giro…  Ma Dani era ispirato e mi ha superato di nuovo. Quella domenica è stato più forte!”.

Non c’è dubbio, comunque, che la sua sia stata una performance incredibile. E’ questo il miglior Valentino di sempre? “Il mio approccio alle gare non è cambiato in venti anni di carriera – osserva lui – . Se ho la possibilità di attaccare e superare, lo faccio, cercando di ottenere il miglior risultato possibile. E affronterò le ultime quattro gare con lo stesso spirito: amo tutti i circuiti”.

 

In simbiosi con la moto

Se dovessere dare una descrizione di sé in un tweet, Valentino Rossi si definirebbe “un pilota sportivo con il numero 46!”, mentre per la sua moto basterebbe una sola parola: “è… speciale”, dice ancora il Pesarese a Cycleworld.

Se qualcuno pensasse invece che per diventare il Campione che è oggi Valentino abbia dovuto fare molte rinunce, lui stesso risponde con un secco “No”. “Per essere un pilota devi dedicare molto tempo alla preparazione fisica – dice – . Negli ultimi anni mi sono concentrato molto su questo aspetto. Passo ore e ore in palestra. Ma non è un problema”. E aggiunge: “A essere sincero, i ragazzi della VR46 Academy mi hanno aiutato molto. Ci alleniamo insieme e rappresentano per me una grande motivazione. In un certo senso, mi fanno sentire più giovane. Mi piace allenarmi con loro. Poi, la domenica la passiamo tutta al Ranch, che pure è una palestra importante. Corrono davvero veloce, e questo mi dà ogni volta uno stimolo in più a superarli”.

Com’è cambiata la MotoGP dalla sua prima gara – correva l’anno 1996 – a oggi? “Ora dobbiamo tener conto di molti fattori che in passato non c’erano – rileva Valentino – . Non basta essere un buon pilota, se vuoi arrivare davanti. I piloti sono diventati atleti straordinari. In passato, potevi gestire la gara e lottare solo agli ultimi giri. Oggi devi allenarti duramente. Non puoi permetterti di scendere in pista se non sei al 100%. Quando non sono impegnato in gara, mi alleno ogni giorno. Il ritmo delle gare si è intensificato. Devi avere la massima concentrazione dal primo all’ultimo giro. La preparazione fisica è diventata fondamentale per raggiungere un così alto livello di concentrazione e precisione”.

Quanto è importante imparare dagli avversari per restare ai primi posti? “Mi sono sempre messo in discussione – confessa Valentino – ed è importante anche imparare dagli avversari – . Ogni pilota ha il suo stile, e devi fare i conti con alcuni elementi che non possono cambiare. Al contrario, la moto o le gomme possono cambiare, ed è importante sapersi adattare. Spetta al pilota capire cosa può cambiare e fino a che punto possa adattarsi”.

Su chi sia il suo rivale più tosto, il Pesarese non ha dubbi: “Jorge”, dice senza preamboli. “E’ in forma incredibile, sia fisicamente che psicologicamente. Quando è così forte, e quando trova le condizioni perfette, è imbattibile. E’ anche migliorato molto. E’ più concentrato che in passato. E’ veloce e riesce a trovare velocemente il miglior set-up della moto”.

Non a caso la “guerra” tra i due si combatte anche, e forse soprattutto, sul piano psicologico. Quest’anno Lorenzo è stato messo sotto pressione da una serie di tweet del Dottore, ma lui esclude che i social network facciano parte del gioco. “Facebook e Twitter – dice – sono strumenti pensati per lo svago”.

 

Guardando al futuro

Con nove titoli mondiali già vinti e il decimo quasi ipotecato, Valentino ha altri sogni nel cassetto? “Ora sono concentrato esclusivamente sulla MotoGP – confida ancora il Campionissimo – ma ci sono tantissime altre cose che vorrei fare e non ne ho la possibilità, per mancanza di tempo”.

D’altra parte, i suoi migliori amici sono pure coinvolti nella VR46 e nelle gare, per cui “staccare” diventa assai difficile… “L’amicizia è molto importante per me – dice Valentino – . Con alcuni amici ci conosciamo da quando eravamo bambini, quindi il rapporto è molto forte. Mi dicono sempre quello che pensano, anche quando sbaglio. E’ un grande privilegio poter condividere con loro i momenti migliori. Ho molti amici anche nel team, e mi piace condividere la mia passione con loro”.

Lui in fondo si considera un ragazzo “assolutamente” normale. “Correre per me è sempre stato sinonimo di divertimento – dice – Mi fermerò quando smetterò di divertirmi. Per me questo è normale”.

E per dimostrarlo il Pesarese racconta la sua giornata tipo: “In generale, mi piace dormire. Di solito la mattina dormo! Nel pomeriggio, mi alleno per due o tre ore in palestra”. E poi ovviamente in pista con i ragazzi dell’Academy. “C’è sempre una gara alla fine della sessione di allenamento e di solito ceniamo tutti insieme. E’ un buon modo per parlare delle corse e scambiarsi opinioni. Mi piace molto stare con loro”.

E il futuro? Non ha paura della routine? “Non ho paura della routine perché continuerò a fare quello che amo – conclude – . La MotoGP assorbe quasi la totalità del mio tempo, ma quando mi fermerò avrò tempo per fare tutte le altre cose che mi piacciono”. Speriamo il più tardi possibile…