Scandalo Volkswagen, rapporto shock: “C’è chi sgarra oltre il 50%”

(Getty Images)
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Dalla Mercedes alla Peugeot, passando naturalmente per la Volkswagen. Le automobili in commercio consumano e inquinano anche oltre il 50% in più di quanto rilevato in sede di omologazione e riportato nei documenti “ufficiali”, e il fatto che siano vetture nuove di zecca spesso è una aggravante. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’International Council of Clean Transportation (Icct), che ha preso in esame i dati di oltre 600.000 automobilisti, giungendo alla conclusione che la differenza tra i valori dichiarati e quelli effettivamente rilevati alla guida è in continua crescita e ha ormai raggiunto un livello insostenibile.

 

Così fan tutti

La discrepanza media nel 2014 era del 40%, mentre nel 2001 non superava l’8%: una crescita verginosa che dimostra una volta di più la scarsa attendibilità della procedura di omologazione attuale. Se non verranno presi dei provvedimenti, secondo l’organizzazione indipendente, il “gap” crescerà in media fino al 50%. D’altro canto, già esistono modelli che lo superano o si avvicinano moltissimo a quella soglia critica, come la BMW Serie 5, le Mercedes Classe A, C ed E e la Peugeot 3008.

Tradotto in soldoni, tutto ciò significa che un automobilista europeo spende in media 450 euro in più all’anno rispetto a quello che ci si aspetterebbe in base ai consumi dichiarati dell’auto, senza contare le maggiori emissioni di CO2.

Non solo: secondo l’ICCT, di tutta l’anidride carbonica in meno che le Case automobilistiche hanno dichiarato di immettere in meno nell’atmosfera, solo un terzo, pari a 13,3 g/km, sarebbe reale, mentre i restanti 22,2 g/km sarebbero puramente “teorici”. In altre parole, negli ultimi tre anni non ci sarebbero stati reali progressi. E visto che i dati provengono dallo stesso ente che ha “smascherato” Volkswagen, non è il caso di prenderli sottogamba…