Caso Volkswagen: i motivi dell’inganno e le conseguenze per gli automobilisti

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Da diversi giorni lo scandalo Volkswagen tiene banco e si arricchisce ora per ora di ulteriori novità. Ricordiamo che al centro del caso scoppiato c’è il trucco attraverso il quale la casa automobilista tedesca ha imbrogliato nei test antismog. Un dispositivo retto da un complicato algoritmo e progettato dallo stesso gruppo di Wolfsburg era in grado di identificare quando il mezzo era sotto esame e in quelle circostanze poteva limitare le emissioni di ossidi di azoto tramite interventi su alcuni parametri del motore e della centralina. Un software che è stato montato su milioni di automobili.

 

Volkswagen: i motivi dell’inganno

Sono in molti a chiedersi perché la Volkswagen abbia agito così. Il Sole 24 Ore spiega che nel passaggio da Euro 4 ad Euro 5 la riduzione del particolato (PM) deve scendere da 0,025 a 0,005: un limite 5 volte inferiore, rispettato però in modo relativamente semplice grazie all’installazione dei filtri anti particolato. Ma per i tedeschi questo sarebbe stato un ostacolo di rilievo. Per quanto concerne invece il NOx, l’ossido di azoto inquinante e nocivo, il limite si abbassa da 0,25 a 0,18. E’ difficile da trattare: prima bastava il ricircolo dei gas di scarico tramite sistema EGR, il passaggio all’Euro 5 ha complicato le cose obbligando i costruttori ad utilizzare sofisticati e costosi sistemi di post trattamento dei gas di scarico che però peggiorano i consumi delle vetture.

Volkswagen non ha ufficialmente fornito spiegazioni in merito ai motivi che l’hanno spinta ad imbrogliare. Ma si può ipotizzare che il trucco del software sia stato escogitato per risparmiare sugli alti costi della tecnologia di purificazione e per offrire automobili più efficienti e prestazionali. C’è poi da considerare che la casa di Wolfsburg voleva conquistare in maniera superiore il mercato degli Stati Uniti, dove le norme sul NOx sono molto rigide.

 

Scandalo Volkswagen: le conseguenze per gli automobilisti

Matthias Mueller, nuovo numero uno dell’azienda tedesca, ha annunciato che verranno richiamate 11 milioni di automobili per risolvere al più presto il problema della presenza del software truffaldino. La scadenza fissata è quella del 7 ottobre, entro la quale bisognerà fornire ai proprietari dei mezzi le informazioni su come agire. Degli undici milioni di auto coinvolte, 5 milioni appartengono alla casa madre Volkswagen, 2,1 milioni al marchio Audi, 1,2 milioni a Skoda e 1,8 milioni ai veicoli commerciali.

L’Ansa riporta che in Italia per il momento non c’è rischio che, a causa della presenza di un sistema truccato sulla loro macchina, gli automobilisti vengano sanzionati o che si vedano sequestrato oppure bloccato il veicolo. Fa fede la Carta di Circolazione in cui compare l’omologazione del Ministero dei Trasporti rilasciata dalla direzione della Motorizzazione. complicazione potrebbe arrivare se il Ministero stesso revocasse, una volta fatta chiarezza sul ‘trucco’ delle centraline, l’omologazione del singolo modello. Ma anche in questo caso il cittadino non rischierebbe nulla, perché la responsabilità ricadrebbe sul Costruttore.

 

Caso Volkswagen: si lavora ai risarcimenti in Italia

In Italia si sta comunque lavorando in tema di rimborso danni per coloro che possiedono vetture Volkswagen truccate. Da tutto il mondo si annunciano denunce e class action. Le associazioni dei consumatori italiane stanno pensando alle azioni legali da intraprendere nei confronti della casa di Wolfsburg per ottenere rimborsi e risarcimenti.

Adusbef e Federconsumatori hanno un atteggiamento attendista e vogliono concordare con le altre associazioni europee una strategia comune da adottare. Invece Codacons e Altroconsumo si stanno muovendo in maniera diretta per promuovere una class action tutta italiana. La prima ha già annunciato annunciato la presentazione di una diffida per chiedere il blocco immediato delle vendite di tutti i modelli diesel Volkswagen in Italia e intende ottenere risarcimenti non solo per coloro che sono proprietari di auto Volkswagen, ma anche per gli altri cittadini danneggiati dalle eccessive emissioni inquinanti delle vetture tedesche. La seconda sta agendo sulla stessa linea ed ha diffidato la casa teutonica affinché predisponga i dovuti risarcimenti, in caso contrario scatterà la class action.

Per aderire alle iniziative di Codacons e Altroconsumo basterà collegarsi ai rispettivi siti web ufficiali e compilare le apposite schede previste per essere tenuti informati sull’avanzamento delle iniziative in corso.