Incidente Paul Walker: la figlia 16enne fa causa alla Porsche

Paul Walker (Getty Images)
Paul Walker (Getty Images)

 

Si apre un nuovo fronte giudiziario nella vicenda legata alla tragica scomparsa di Paul Walker, l’eroe di Fast & Furios morto in un incidente stradale in California nel 2013. La figlia 16enne del noto attore, Meadow Rain Walker, ha infatti citato in giudizio Porsche: a suo dire la Carrera GT guidata da Roger Rodas era priva di adeguati sistemi di sicurezza.

Le indagini sentenziarono che fu l’eccessiva velocità a causare l’incidente e lo scontro mortale con un albero lungo una strada di Santa Clarita (Los Angeles), e non un problema meccanico. Secondo la ragazza, erede unica del patrimonio dell’attore stimato 25 milioni di dollari, invece, la vettura su cui Paul Walker morì arso vivo durante una delle pause di lavorazione del settimo capitolo della saga presentava alcuni difetti di progettazione.

 

I punti da chiarire

Nell’atto legale che è stato depositato in Tribunale si legge che l’auto su cui viaggiava Paul Walker al momento dello scontro, guidata dall’amico Roger Rodas (con cui l’attore condivideva una splendida collezione di auto) non avrebbe avuto “i sistemi di sicurezza montati sulle auto da corsa (della Porsche) o anche su modelli stradali anche meno costosi”. Il documento ha già fatto il giro del Web ed è riproposto in ampi stralci da tutti i principali quotidiani, tra cui il Guardian.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, il caso non è nuovo alla diatriba giudiziaria. A maggio del 2014 la moglie di Rodas, Kristine, si era rivolta ai giudici indicando la Porsche come responsabile dell’incidente e sostenendo: lo schianto fatale sarebbe stato dovuto al design della macchina e alle sospensioni.

La polizia stradale californiana, che aveva indagato sul caso, aveva già concluso tuttavia che lo schianto fatale fosse da attribuire all’elevata velocità (Rodas viaggiava a circa 150 km/h su una strada dove il limite massimo consentito è di 72 km/h) e che tutti i danni subiti dalla Carrera GT erano “da attribuire all’incidente e non a un precedente problema meccanico”.

In quell’occasione Porsche aveva scritto una lettera alla signora Rodas, nella quale spiegava che “la morte è stata causata esclusivamente dalla negligenza nella guida e nelle azioni del signor Rodas, che si è assunto tutti i rischi e pericoli che comporta guidare un’auto come la Porsche Carrera GT, in maniera non consona e sconsiderata”.

Non solo: secondo Porsche avrebbe “pesato” anche la cattiva manutenzione dell’auto. Anche la Michelin aveva condotto un’indagine sul fatto, giungendo come Porsche alla conclusione che non c’erano difetti strutturali. Il guidatore avrebbe perso il controllo dell’auto anche perché fli pneumatici, che Porsche consiglia di cambiare almeno ogni 4 anni per questo modello, erano vecchi quasi 9 anni.

Secondo i legali della figlia di Paul Walker, tuttavia, l’auto era priva del sistema di controllo di stabilità, di una cellula in grado di resistere all’urto per proteggere gli occupanti e del sistema automatico per impedire che la vettura prendesse fuoco dopo un incidente. La vetture era omologata per la guida su strada “ma priva del sistema di controllo automatico per impedire che la vettura prendesse fuoco”. Insomma, con una perizia molto dettagliata si accusa la Porsche anche per le cinture di sicurezza. “Senza questi difetti – è l’accusa – nella Porsche Carrera Gt Paul Walker sarebbe ancora vivo oggi”.

Il ricorso è pronto e, in attesa di una presa di posizione ufficiale da parte della Casa automobilistica tedesca, c’è da sperare che la giustizia faccia chiarezza una volta per tutte su questa tragica e dolorosa vicenda.