Caso Volkswagen, l’ex ceo sotto inchiesta. Nel mirino anche Audi

(Getty Images)
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Nuovo giro di vite dopo il cambio ai vertici della Volkswagen, sulla scia dello scandalo legato al software “truccato” per il controllo delle emissioni delle vetture della Casa di Wolfsburg: secondo quanto riporta l’agenzia Reuters citando fonti vicine al dossier, la società avrebbe deciso di sospendere i responsabili del settore ricerca e sviluppo di tutto il gruppo tedesco, comprese Audi e Porsche. E gli inquirenti tedeschi hanno aperto un’inchiesta per frode contro l’ex amministratore delegato della Volkswagen Martin Winterkorn allo scopo di stabilire se il manager fosse a conoscenza della truffa sulle emissioni.

Il consiglio di sorveglianza aveva fatto sapere venerdì che un certo numero di dipendenti rischiano il posto in attesa di ulteriori chiarimenti sulla bufera emissioni, senza fornire altri dettagli. Il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt, intanto, smentisce di essere stato a conoscenza del defeat device, il software che durante i test è in grado di ridurre le emissioni delle auto diesel.

 

Effetto valanga

Il Dieselgate vede direttamente coinvolta gran parte dei modelli della controllata Audi (dalla A1 ai potenti Suv come il Q5), con 2,1 milioni di auto nel mondo dotate del software incriminato, di cui 1,4 milioni nella sola Europa occidentale (577.000 in Germania), e 1,8 milioni di veicoli commerciali leggeri, secondo quanto riferito da un portavoce della casa automobilistica tedesca all’Hannoversche Allgemeine Zeitung, tra cui Transporter, Caddy, Crafter e Amarok.

La vicenda continua a produrre scossoni al di fuori della Germania: in Spagna Manos Limpias, un sindacato spagnolo di destra, ha denunciato Volkswagen per frode, mentre in America un fondo pensionistico del Michigan ha avviato la prima class action, rappresentando in giudizio una serie di investitori che ritengono di aver pagato prezzi artificialmente gonfiati per investire in Volkswagen, visti i livelli di emissione manipolati, e avrebbero perso centinaia di milioni di dollari. Inoltre 80 cause sono state aperte, da parte dei consumatori, contro la casa automobilistica.

Risultato: le azioni della casa di Wolfsburg, che a Milano in avvio di contrattazioni sono scese di oltre 3 punti percentuali, sono arrivate a perdere ieri oltre il 9%, per chiudere con un calo del 7,44% e arrivando così ad un crollo di quasi il 40% dall’inizio dello scandalo dei test truccati.

Sul versante italiano, il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio ha dato una risposta “possibilista” a chi gli chiedeva se anche in Italia fosse possibile una class action verso Volkswagen, come ipotizzato in America, per le irregolarità sui controlli delle emissioni di auto diesel: “E’ possibile – ha affermato – , non si può prevedere, è certamente possibile”.

Da un report Usa, per ora, risulta che rimediare alle manomissioni potrebbe costare al gruppo tedesco 20 miliardi, considerando le vetture circolanti daluna e dall’altra sponda dell’Atlantico. E questo senza contare le multe, che secondo alcuni analisti arriveranno a 18 miliardi di dollari.