Caso Volkswagen, l’ultimatum di Berlino: “10 giorni per sanare”

(Getty Images)
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La Germania è pronta a bloccare la circolazione delle auto Volkswagen, se la Casa di Wolfsburg non eliminerà il software che “tarocca” le emissioni entro il prossimo 7 ottobre. Il provvedimento draconiano è stato varato ieri dal governo tedesco di Angela Merkel, che con questo ultimatum mira (anche) a scrollarsi di dosso le accuse di connivenza con la truffa perpetrata per anni dal gruppo.

 

Il pugno duro dopo lo scandalo

Volkswagen avrà solo dieci giorni di tempo per rimediare a quello che è stato ribattezzato come lo scandalo Dieselgate e “rimuovere” dalle sue auto il software che ne manipola le emissioni. Dopo di che i modelli incriminati della “macchina del popolo” non potranno più viaggiare sul suolo tedesco: l’Ufficio automobilistico federale (la Kba) ne revocherà il permesso di circolazione, vietando di fatto alle auto dotate dei motori diesel “taroccati” non solo di essere vendute, ma anche di mettersi in moto.

Ma lo scandalo che ha travolto il gruppo che si autocelebra come “Das auto” si estende anche ai mercati finanziari: la stessa Bce avrebbe congelato l’acquisto, tramite il programma di Quantitative easing, dei finanziamenti concessi da Volkswagen Bank (il cui rating è stato tagliato) ai clienti che comprano le vetture a rate. Le ricadute sul costo del denaro per Wolfsburg, già esposta a probabili class action, sono facilmente immaginabili.

Di conseguenza, il titolo Volkswagen resta sotto pressione in Borsa. In avvio di settimana cede a Francoforte il 4% a 110,8 euro nella versione ordinaria e il 2,9% a 104,1 euro in quella privilegiata. E lo scandalo che vede coinvolta la Casa tedesca pesa ancora sull’intero settore auto europeo (Djstoxx -2,4%) .

Non a caso il Financial Times sostiene che lo scandalo Volkswagen si stia rivelando peggiore del caso Enron, il colosso americano fallito nel 2001 dopo una truffa contabile che passò alla storia come “la madre di tutti gli scandali”. I contorni del Dieselgate, infatti, appariono sempre più complessi e sfumati: non solo l’Europa è rimasta in silenzio malgrado sapesse da tempo che le emissioni potevano essere facilmente manipolate, ma Volkswagen era stata avvertita dall’illecito perfino da alcuni dei suoi fornitori.

Secondo la Bild, in particolare, il produttore di componenti Bosch avvisò nel 2007 il colosso tedesco che i software non erano conformi alle disposizioni di legge e potevano essere installati solamente su vetture da collaudo, ma non su quelle da mettere su strada. E la Faz, citando una relazione della commissione di audit interno a Volkswagen, ha riportato le denunce di un tecnico che nel 2011 aveva segnalato al management le pratiche illegali.

Il neo amministratore delegato della Volkswagen Matthias Mueller, intanto, ha inviato una lettera a tutti i dipendenti nella quale speiga che il gruppo “darà luogo a una ‘drastica’ operazione di pulizia interna per eliminare del tutto i ‘trucchi’ utilizzati nei test per le emissioni, e quindi svilupperà e adotterà ‘i più rigidi’ standard di governance e compliance presenti nel settore”.

 

Il risvolto italiano

Come avevamo anticipato qui su Tuttomotoriweb, tra il milione di automobili col motore Volkswagen “truccato” che circolano in Italia vi sarebbero anche le nuove vetture in dotazione a polizia e carabinieri. Lo scorso maggio, infatti, Seat, società controllata dal colosso tedesco, si è aggiudicata una commessa da 184 milioni di euro per la fornitura di 4mila vetture alle forze dell’ordine. Ne sono giò state consegnate un centinaio, e tutte montano il motore 2.0 Tdi al centro delle polemiche.

Il modello – la Seat Leon con livrea ad hoc da 43.897 euro – è proprio quello inserito nella lista delle vetture “al bando” stilata dall’amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, e consegnata sabato a tutti i concessionari della Penisola per fermare la vendita a scopo precauzionale.

Ancora è presto per dire cosa succederà, ma probabilmente le auto consegnate alle forze dell’ordine saranno richiamate, così come le altre 11 milioni in circolazione, e quelle ancora in officina saranno dotate di un motore Euro 6 senza “trucchi” di sorta.

Almeno nel caso italiano, però, le dimensioni dello “scandalo” sono già state ridimensionate: le vetture del Gruppo Volkswagen commercializzate in Italia con i marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda e Volkswagen Veicoli commerciali con classificazione Euro5 sono circa 2.500 e non 40.000 come sembrava in un primo momento. E il presidente del Consiglio Matteo Renzi non teme ripercussioni sulla crescita italiana: “Non sono preoccupato” ha detto ieri, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. E altrettanto ottimisti sembrano essere gli analisti che al momento confermano le stime sulle vendite delle auto del 2015 (secondo Promotor si attesteranno sulle 1.560.000 unità, +15% sul 2014).