MotoGP, Livio Suppo: “Valentino Rossi piace al mondo intero, Casey Stoner soffriva…”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (getty images)

Livio Suppo, team principal HRC, sa che la vittoria iridata di Marc Marquez è un sogno irrealizzabile in questa stagione ma, dopo due stagioni sempre al comando, un campionato senza titolo non è una delusione indigeribile. E se il campione in carica non potrà vincere il suo terzo titolo consecutivo in MotoGP allora ben venga la vittoria di Valentino Rossi.

Il tecnico 51enne di origine torinese parla della grande sfida tra il pesarese e Jorge Lorenzo e da buon italiano fa il tifo per il Dottore… “A Silverstone e Misano ha guadagnato punti su Lorenzo, che era più veloce. Non è un caso, forse è già tutto scritto”, anche se l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: “A ottobre si va in Asia. Metti che ti rompi un dito nella prima giornata di prove libere, in Giappone: fai zero punti in 3 gare”, ha ipotizzato Livio Suppo in un’intervista a ‘Repubblica’.

Jorge Lorenzo è di certo più veloce rispetto al compagno di squadra, ma “il ‘problema’ è che Valentino è Valentino. Non vinci quanto ha vinto lui se non hai dentro qualcosa di speciale, di superiore. E’ un grande esempio. A 36 anni si allena più duro che in tutta la sua carriera: ha passione, umiltà. E talento, intelligenza… In questi venti anni, uno dopo l’altro tutti i suoi avversari si sono arresi. Lui è rimasto – ha sottolineato il team principal della Honda -. Non deve più dimostrare nulla a nessuno, e invece continua a mettersi in gioco. Ci vuole solo rispetto, per uno così”.

Suppo respinge l’etichetta di “anti-Valentino” e spiega come il destino abbia voluto che lavorasse sempre con i grandi rivali di Rossi, a cominciare da Casey Stoner… “Stoner era agli antipodi, uno duro e puro che lo soffriva da morire: voleva essere simpatico come lui e piacere a tutti. ‘Quelli che raccontano le barzellette ma non sono capaci è meglio stiano zitti’, gli dicevo. Valentino piace al mondo intero, il 90% dei tifosi indossa il suo cappellino, tutti gli danno ragione. E’ la sua grande forza, quella che gli farà vincere anche il decimo titolo. ‘Non ti arrabbiare, rimani te stesso’, ripetevo a Casey”.