Caso Volkswagen: nel mirino anche le Seat delle nostre forze dell’ordine

(Getty Images)
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Oltre 500.000 auto SEAT monterebbero il motore 2.0 litri TDI Volkswagen finito al centro dello scandalo che è già stato ribattezzato dieselgate. A sostenerlo è il quotidiano spagnolo El Pais, che citando fonti vicine al marchio iberico controllato dal colosso di Wolfsburg apre un nuovo fronte nel “caso” che sta facendo tremare i mercati – dopo il “falso allarme” di ieri su un coinvolgimento della BMW, chiamata in causa dai colleghi di Autobild, che hanno poi precisato di non aver “mai avuto l’intenzione di accusare BMW di manipolare i livelli di emissioni”.

 

Il danno oltre la beffa

Secondo El Pais, dal 2009 al 2015 SEAT avrebbe venduto quasi 2 milioni di veicoli, di cui oltre 500.000 equipaggiati con il propulsore 2.0 litri TDI, il cui software consentirebbe alla centralina la rimappatura ad hoc per ridurre le emissioni inquinanti durante i test, manipolando la rilevazione dei gas di scarico.

Resta da capire se – come sembra probabile – il mezzo milione di auto SEAT faccia parte degli 11 milioni complessivi di veicoli coinvolti nel mondo, come ha confermato Volkswagen, senza però fornire ancora informazioni dettagliate su marchi, modelli e cilindrate degli stessi. Per il momento, da SEAT assicurano, confermando quanto ribadito dalla Casa madre Volkswagen, che le vetture attualmente in vendita sono in regola con le norme Euro 6.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, solo poche settimane mese fa il marchio iberico si era aggiudicato l’appalto triennale per la fornitura di 4.000 Leon 2.0 TDI da 150 CV alle nostre forze dell’ordine – Polizia di Stato e Carabinieri, che per la prima volta hanno scelto la stessa auto, tra mille polemiche per il ricorso a un fornitore “straniero”. Nel caso le indiscrezioni fossero confermate, al danno si aggiungerebbe anche la beffa…