Caso Volkswagen, l’Ue annuncia una rivoluzione sui test: “tolleranza zero”

(Getty Images)
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Sulla scia dello scandalo dell’ecotruffa sui modelli diesel della Volkswagen l’Unione europea annuncia una “rivoluzione”: le prove su consumi ed emissioni – fanno sapere da Bruxelles – saranno svolte in condizioni più aderenti alla realtà. Paradossalmente, la stretta sui test di omologazione finirà per favorire proprio le vetture alimentate a gasolio a scapito delle vetture a benzina, delle supercar e delle famose ibride, ad alimentazione mista elettrico-benzina.

 

Il pugno di ferro di Bruxelles

La legge attuale sui test di omologazione – in vigore in ben 50 Paesi – prevede infatti che i consumi per tragitti in città e su strada siano calcolati simulando il viaggio delle vetture su speciali rulli e per un tempo complessivo di 1.180 secondi (circa 20 minuti): per 780 secondi viene misurato il consumo nel percorso urbano, per 400 quello di un viaggio extraurbano; per un tempo massimo di 10 secondi, infine, si raggiunge la velocità di 120 km/h. Inoltre, le case costruttrici hanno la possibilità di effettuare questi test con aria condizionata spenta e con modelli completamente privi di accessori, quindi spesso non in vendita.

In altre parole, il test è effettuato in condizioni inesistenti o surreali e la simulazione favorisce enormemente le auto ibride – che fanno quasi tutta la prova in modalità elettrica – e le auto a benzina di grande cilindrata – che sfruttano un centesimo della loro potenza – , svolgendo il test a regimi di rotazione da parcheggio. Sono infatti proprio queste due tipologie di auto a far marcare le più grandi differenze fra i consumi (e quindi le emissioni) nel ciclo medio. Le auto diesel, invece, sono quelle che mostrano le minori differenze fra i consumi dichiarati e quelli reali. Non è un caso, d’altro canto, che gli automobilisti – a dispetto di quanto dichiarano le case automobilistiche – continuino a preferire le diesel perché a conti fatti  sono quelle consumano poco, anche se sulla carta (per via dell’attuale sistema delle omologazioni) sembra che consumino come quelle a benzina o ibride.

Come l’Ue intenda fare i futuri test di omologazione non è ncora dato sapere; quel che è certo, tuttavia, è che saranno una vera simulazione di quanto poi l’auto dovrà fare su strada.

 

Gli sviluppi dello scandalo

Resta però da vedere se la svolta dell’Ue basterà a metter fine a uno scandalo che si sta allargando a macchia d’olio. La fotografia delle Borse europee nell’ultima seduta di settimana sembrano dare qualch segnale di speranza. Il titolo Volkswagen (-35% nell’ultima settimana) corre infatti al rialzo nel giorno che vedrà il cda del gruppo di Wolfsburg nominare il successore di Martin Winterkorn, il potente amministratore delegato travolto dallo scandalo del software (sarà con ogni probabilità al numero uno di Porsche Matthias Mueller).

Bene anche gli altri titoli del comparto (-16% nell’ultima settimana), a partire da Bmw (ieri coinvolto a cascata nello scandalo dei modelli diesel inquinanti) e l’italiana Fca, penalizzata nelle ultime sedute dall’ipotesi di controlli a tappeto in tutta Europa.

Gli addetti ai lavori, intanto, sono in attesa che venga comunicato l’elenco di modelli manomessi: al momento si sa solo che sono quelli con motore diesel EA 189 (montato da Golf, Jetta, Passat e Maggiolone e Audi A3, solo per citare i modelli principali). Ieri ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrint aveva rivelato di essere “stato informato che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati”. Anche per questo dalla Commissione Ue è arrivato un messaggio intransigente: “Avremo tolleranza zero sulle frodi” ha dichiarato la responsabile per l’industria Elzbieta Bienkowska, sottolineando che “è necessario che ci sia piena chiarezza e test efficienti sulle emissioni inquinanti”. Il ministro tedesco dell’Economia Sigmar Gabriel, dal canto suo, guarda già oltre e chiede “incentivi per le auto elettriche”.

Sul fronte italiano, l’ad del gruppo tedesco Massimo Nordio, ha scritto al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti per assicurare che i nuovi veicoli Volkswagen dotati di motori diesel Euro 6 attualmente disponibili nell’Unione europea, “inclusi quelli in vendita sul mercato italiano, sono tutti rispondenti alla normativa europea per i gas di scarico”. Secondo il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, però,  in Italia le macchine dubbie potrebbero essere un milione. Anche per questo motivo la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta sul tema.