Caso Volkswagen, l’Italia minaccia il blocco delle vendite. E Arnold Schwarzenegger si “sfoga”…

(Getty Images)
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Il titolo Volkswagen resta l’osservato speciale della Borsa di Francoforte dopo lo scandalo dei test “truccati” ngli Usa: stamane all’avvio delle contrattazioni i titoli ordinari della casa di Wolfsburg sono scesi in area 105 euro, ma poi si sono risollevati, provando così a invertire il trend che ha abbattuto il valore dell’azione Vw. Nelle due sedute “di passione” di lunedì e martedì la bufera sui titoli dell’alfiere del Made in Germany hanno fatto bruciare quasi 25 miliardi di capitalizzazione: ora il valore complessivo del colosso tedesco – che possiede anche Audi, Skoda e Porsche – è sceso sotto i 50 miliardi di euro.

A pesare sono soprattutto gli inevitabili danni d’immagine, che bloccheranno la corsa verso la leadership mondiale delle auto a danno di Toyota, e gli effetti economici: si temono sanzioni fino a 18 miliardi solo negli Usa, ne sono stati accantonati per ora 6,5 per far fronte alle prime esigenze. Come già nelle sedute precedenti, l’intero comparto delle quattro ruote è in difficoltà: a partire dalla tedesca Daimler e dalla “nostra” Fca.

 

Roma mostra il “pugno duro”

E’ di poche ore fa la notizia che il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha chiesto rassicurazioni a Volkswagen Italia sul rispetto della normativa in materia di emissioni e inquinamento dell’aria per le vetture vendute sul mercato italiano. “Qualora necessario”, ha fatto sapere Galletti, l’Italia potrebbe “assumere iniziative quali il blocco delle vendite e il ritiro dei veicoli già commercializzati”.

E secondo il quotidiano Die Welt, che cita un’interrogazione parlamentare presentata il 28 luglio dai Verdi, il governo tedesco era a conoscenza del fatto che alcune case automobilistiche usavano software in grado di manipolare le emissioni dei gas di scarico durante i test antismog.

 

La reazione di Schwarzenegger

Intanto dagli Stati Uniti ha fatto sentire la propria voce, tra gli altri, Arnold Sch­war­ze­neg­ger, che nel 2006 aveva firmato in veste di governatore repubblicano della California un pac­chetto si misure molto severo (e all’apoca all’avanguardia nazionale) sulle emissioni inquinanti.

Già allora, a quanto pare, Schwarzenegger aveva avuto problemi con il produttore tedesco.

“Sono infuriato”, ha dichiarato l’ex governatore e noto attore, secondo quanto riporta Autoevolution, ricordando che “quando abbiamo apporvato la nostra legge sulle emissioni in California la Volkswagen ci ha subìto citato in giudizio”. “Poi – ha aggiunto -, quando hanno chiesto un incontro, gli ho domandato perché non costruissero auto elettriche, al che si sono messi a parlare del loro diesel pulito. ‘Se è così pulito – gli ho detto io – bevetelo davanti a me’. Ovviamente non l’hanno fatto. Spero che il messaggio arrivi ai costruttori forte e chiaro. I consumatori vogliono auto più pulite, e non sono disposti ad accettare soluzioni al ribasso”.

Con oltre 20 milioni di vet­ture in cir­co­la­zione, la Cali­for­nia è di gran lunga il prin­ci­pale mer­cato di auto in Ame­rica. Un dato che di fatto obbliga i costrut­tori ad ade­guarsi alle norme ambien­tali e di effi­cienza di uno Stato che è un “labo­ra­to­rio” capace di imporre nor­ma­tive nazionali.

Anche un paladino della lotta all’inquinamento come Schwarzenegger, tuttavia, ha un piccolo (si fa per dire) scheletro nell’armadio… pardon, nel garage! L’ex governatore è infatti propietario di una Bugatti Veyron. Già, proprio quella Bugatti controllata da Volkswagen. Una supercar che consuma carburante a go-go…