MotoGP Ducati: Paolo Ciabatti spiega il “fenomeno” Andrea Iannone

Paolo Ciabatti (Getty Images)
Paolo Ciabatti (Getty Images)

 

Nonostante la lussazione della spalla sinistra Andrea Iannone sta facendo tutto per non mancare il prossimo GP di Aragon: l’obiettivo è quello di difendere il suo quarto posto nella classifica del Campionato del mondo 2015 della MotoGP.

Sarebbe sicuramente un peccato se il pilota di Vasto interrompesse sul più bello una stagione che lo ha visto protagonista del ritorno ai vertici della classe regina del team Ducati. Non a caso Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse, continua a ribadire il suo entusiasmo per il rendimento di questo brillante 26enne.

 

La metamorfosi di un talento “selvaggio”

La capacità di resistenza di Andrea Iannone ha sorpreso un po’ tutti. In passato, il pilota del team Borgo Panigale aveva fama di essere molto veloce ma avventato – come dimostrano le sue tante cadute. negli ultimi mesi, invece, ha dato prova di grande maturità. “Posso solo dire che siamo soddisfatti – dichiara Paolo Ciabatti a Speedweek – . Stamo lavorando ormai per il terzo anno con Iannone, abbiamo assistito a un continuo sviluppo e miglioramento. Mentalmente è molto forte ora, e molto costante… Ho sentito dire che anche i colleghi delle altre squadre sono sorpresi delle sue performance. Trasferirlo al team della Casa, quando Cal Crutchlow ha deciso di lasciare, è stata dunque la decisione giusta”.

Il merito del salto di qualità del pilota di Vasto, secondo Paolo Ciabatti, va anche al nuovo team di lavoro. “In passato – ricorda il manager – Iannone ha più volte cambiato brand, nel Campionato del Mondo Moto2 anche durante la stagione. Ora ha stabilità, un sistema di lavoro molto preciso, una buona atmosfera nel team, percepisce un sostegno totale. In tal modo ha ottenuto quello che forse gli mancava”.

“Facciamo di tutto per soddisfare al 100 per 100 le sue esigenze – sottolinea Ciabatti – . A volte facciamo la cosa sbagliata, ma questo è normale. Andrea ha sentito per la prima volta il vantaggio di essere un pilota ufficiale. Qui ottiene tutto ciò di cui ha bisogno per dimostrare e sviluppare il suo talento. Questo gli dà maggiore fiducia, e proprio per questo è riuscito a migliorarsi. Per la prima volta gode delle attenzioni di un team factory”.

C’è da dire che anche l’esperienza in Casa Pramac ha portato i suoi frutti. “Pramac è in gran parte gestita dal reparto ingegneria della Ducati – ricorda Ciabatti – . Ma comunque  non è paragonabile ad un vero e proprio team ufficiale. Quando sai che c’è un’intera squadra pronta a soddisfare i tuoi desideri e a darti quello che ti occorre, quando puoi parlare al termine di ogni sessione direttamente con Gigi Dall’Igna per fargli presenti le tue necessità, quando i tuoi collaboratori fanno del loro meglio per soddisfare queste richieste, allora acquisisci la forza necessaria. Andrea Iannone ora ha tutto i pacchetto. Il suo atteggiamento mentale ora è molto chiaro”.

Andrea Iannone è sempre stato veloce. Ma il manager dell’HRC Livio Suppo in passato ha espresso delle riserve sulle sue doti di costanza costanza. “A volte è facile formulare un giudizio senza conoscere la situazione da vicino – osserva al riguardo Ciabatti – … Ma sono d’accordo, ad un estraneo sembrava molto talento, ma anche selvaggio”.

E di fronte a un talento come quello di Iannone, a suo dire, bisogna chiedersi “se gli hai dato tutte le opportunità di dimostrare le sue capacità oppure no”. E, premesso che “non voglio affatto criticare Pramac, che è stato per molti anni il nostro team”, Ciabatti fa notare che “non si può pretendere che faccia lo stesso lavoro di un team ufficiale.

Infatti, “la priorità per la Ducati e per i nostri sponsor è quella di dare il massimo per il team ufficiale. L’obiettivo è la vittoria. Per gli altri team, l’obiettivo è quello di coltivare italenti più giovani e promettenti, se possibile. Gli obiettivi sono infatti diversi”.