Codice della strada: via all’accorpamento Pra-Motorizzazione

(foto dal web)
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La ventata di novità volte a snellire l’elefantiaca e farraginosa burocrazia del nostro paese produrrà i suoi primi effetti, sul versante del mondo dei motori, con il “pensionamento” del Pubblico registro automobilistico (Pra), previsto a inizio 2016.

Il Pra verrà infatti assorbito dalla Motorizzazione civile per dar vita a nuovo soggetto, l’Agenzia per il trasporto stradale. Il provvedimento – che è porterà anche alla scomparsa del certificato di proprietà – dovrebbe arrivare nelle prossime settimane a palazzo Chigi per l’approvazione da parte del consiglio dei ministri.

 

Semplificazione e risparmio

Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, il Pra è l’anagrafe dei veicoli circolanti, gestita dall’Automobile club d’Italia (Aci). Secondo quanto disposto dallo schema di decreto legislativo che attua la riforma della p.a., voluta dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia, il 1° gennaio 2016, quindi, il Pra confluirà sotto l’ala del ministero dei Trasporti, che lo gestirà tramite un nuovo ente, l’Agenzia per il trasporto stradale. Quest’ultima si occuperà dunque di tutti i rapporti con i cittadini in materia di trasferimenti di proprietà, oltre che di fermi amministrativi, patenti, riscossione delle imposte e di molti altri aspetti.

Il cambiamento si tradurrà anche in un risparmio di denaro per gli automobilisti, oltre che per lo Stato. Dal prossimo anno i due archivi (Pra e Motorizzazione) e i due documenti necessari per la circolazione (il “libretto” e il certificato di proprietà) saranno infatti sostituiti da un unico archivio e da un unico documento di circolazione. Rispetto ai 100 euro che si pagano attualmente (27 euro di emolumenti Pra, 9 euro di diritti Motorizzazione e due imposte di bollo da 32 euro) si pagheranno 61 euro per ogni formalità (29 euro di tariffa e 32 euro di imposta di bollo). Ma l’Imposta provinciale di trascrizione, che fa impennare i costi di immatricolazione e di passaggio di proprietà, resta in vigore (nonostante l’abolizione delle province).

Il decreto prevede inoltre un vincolo a non portare nuovi oneri alla finanza pubblica (l’Agenzia, infatti, si finanzierà con le tariffe e i proventi derivanti dalla sua stessa attività). L’Aci, in particolare, dovrà rivedere il proprio perimetro, riducendo il personale per riequilibrare la perdita di competenze. Non resta ora che attendere il varo del decreto e l’introduzione degli altri provvedimenti previsti dal decreto stesso.