Suzuki, Davide Brivio: “Siamo vulnerabili, bisogna pensare al 2016”

Davide Brivio team manager Suzuki
Davide Brivio (getty images)

Nell’anno del ritorno il team Suzuki Ecstar ha raccolto piccole e discrete prestazioni in MotoGP, con Maverick Vinales e Aleix Espargaro appaiati in 11esima e 12esima piazza, rispettivamente con 69 e 66 punti.

Tra i team ufficiali la casa di Hamamatsu è forse il fanalino di coda, ma in più occasioni le GSX-RR hanno dimostrato di avere grandi potenzialità da calibrare al meglio in vista della prossima stagione: non si dimentichi la pole position di Barcellona, ad esempio. E d’altronde questo doveva essere un campionato di “riscaldamento”, in vista della rivoluzione regolamentare prevista per il 2016.

Ma la stagione della Suzuki non soddisfa pienamente il team manager Davide Brivio: “Forse siamo stati un po’ indietro nello sviluppo della moto. Non siamo riusciti a ridurre il distacco delle moto migliori in termini di motore. Questo ci rende vulnerabili – ha detto Brivio a Speedweek.com -. Quando si tratta di elettronica, abbiamo chiaramente migliorato la nostra. A Barcellona abbiamo fatto un grande passo, ma dopo questo Gran Premio il nostro ritmo era più lento. Nell’ultima gara eravamo in attesa per le nuove parti. Mi auguro che si possa ancora ottenere qualcosa al GP di Motegi o alla fine della stagione. Dobbiamo anche ricordare per preparare la moto del prossimo anno”.

La Suzuki GSX-RR 2016 sarà un’evoluzione della moto attuale: “Grandi cambiamenti devono essere fatti per la prima gara del prossimo anno. Il lavoro che stiamo facendo ora è per la stagione 2016. Ora dobbiamo pensare al prossimo anno: Michelin, nuova elettronica…”. E su questo punto bisognerà lavorare più del previsto: “E’ vero che l’elettronica sarà uguale per tutti, ma ci sono molti parametri che possono essere modificati e con cui bisogna fare i conti. Pertanto, l’esperienza degli ingegneri competenti svolgerà un ruolo di supporto. C’è ancora una certa confusione e non è ancora chiaro. A mio parere, è probabile che Yamaha, Honda o Ducati, che sono molto esperto nella classe MotoGP, possono utilizzare l’elettronica inizialmente meglio. Cerchiamo di lavorare molto rapidamente per capire da loro”.

Inoltre il team Suzuki può contare sul talento del suo giovane pupillo Maverick Vinales, il “Golden Boy” della classe MotoGP: “Maverick sta crescendo rapidamente… Lavorando in ogni weekend di GP con Viñales, sappiamo che ha un solo obiettivo: essere Campione del Mondo della MotoGP. E’ vero che tutti nel campionato del mondo lo desiderano, ma credetemi quando vi dico che nessuno lo vuole più di Maverick”.