MotoGP, Dani Pedrosa: “Ho sofferto tanto, adesso fisicamente sto meglio”

Dani Pedrosa
Dani Pedrosa (getty images)

Dopo la gara inaugurale della stagione in Qatar nel 2015, la carriera in MotoGP del veterano Dani Pedrosa è rimasta appesa ad un filo per tre gare, saltate per recuperare dopo l’intervento all’avambraccio destro per curare la sindrome compartimentale, un problema che colpisce sempre più piloti. Per il pilota spagnolo della Repsol Honda è stata una vera e propria condanna che gli ha impedito di poter ambire al titolo iridato in partenza.

Il problema si era presentato già nella scorsa stagione, ma Pedrosa sperava si dissolvesse dopo la pausa invernale. Dopo la gara in Qatar è poi giunta la sentenza definitiva e l’operazione ad opera del dottor Angelo Villamor, che è medico personale dell’ex re Juan Carlos I. Dopo il rientro Dani è riuscito a conquistare appena due podi, ma la sua condizione fisica migliora.

“Dal lato fisico ora sto meglio. Ho avuto molti problemi l’anno scorso… Dopo il Gran Premio del Qatar ho deciso di operarmi. Dopo di che, ci è voluto un po’ ma sono migliorato. Fisicamente, mi sento molto meglio ora, ma mi è costato un sacco di forza correre e trovare una soluzione ai miei problemi. Mentre mi stavo riprendendo lentamente ho trovato un largo sollievo”.

La sindrome compartimentale non è un problema da sottovalutare e spesso si presenta in maniera subdola… “Questo dipende dalla gravità del problema. Alcuni lo sentono solo in gara – ha raccontato Dani Pedrosa -. Ho avuto questo problema ogni volta che oscillavo sulla moto. Ho avuto in allenamento, durante le gare, ma anche di notte molto grande dolore. Dopo che i muscoli sono stati abusati in gara così, ho capito che non dovevo più abusare del mio corpo. Ho sofferto molto. Questo si diffonde allo status mentale. Fisicamente è difficile, perché non è più possibile controllare la tua mano, ma mentalmente è ancora peggio”, ha detto a motogp.com il 29enne spagnolo.