F1, Kimi Raikkonen: “A Monza ho sbagliato, ma a Singapore posso fare bene”

Kimi Raikkonen
Kimi Raikkonen (Getty Images)

Kimi Raikkonen a Singapore è chiamato a riscattarsi dopo che a Monza è stata gettata al vento la possibilità di ottenere un podio a causa di una partenza clamorosamente sbagliata. Il finlandese è rimasto praticamente fermo al momento dello start (partiva dalla seconda posizione in griglia) e così in breve tempo si è trovato in fondo al gruppo e costretto ad effettuare una rimonta che alla fine lo ha portato a concludere la corsa al quinto posto. A Marina Bay sia lui che la Ferrari si augurano che il week-end possa andare liscio, senza intoppi di alcun tipo.

 

Le dichiarazioni di Kimi Raikkonen

Nella conferenza stampa alla vigilia della prima giornata di prove libere del GP Singapore 2015 il campione del mondo 2007 è abbastanza fiducioso per la gara di Marina Bay e in generale per il futuro della Ferrari: “Qui a Singapore il tracciato rende più semplici i sorpassi rispetto ad altri circuiti – riporta il sito ufficiale Ferrari -. Come al solito il nostro obiettivo è di fare bene in qualifica per avere più possibilità in gara. Ovviamente vogliamo ottenere risultati migliori, sarebbe più divertente per tutti. Penso che stiamo facendo le cose giuste, ma che abbiamo avuto qualche problema e se, come nell’ultima gara, succede qualcosa al via, questo compromette il risultato finale. Sono sicuro che se ci liberiamo di problemi ed errori possiamo ottenere buoni risultati. Stiamo andando nella direzione giusta, dobbiamo finire bene. L’obiettivo per quest’anno è provare a vincere di più. Spero che l’anno prossimo saremo in grado di poter lottare ad ogni gara come fa una squadra”.

Per quanto riguarda ciò che è avvenuto a Monza, Kimi Raikkonen ha spiegato come sono andate le cose assumendosi le sue responsabilità: “Le nuove regole sulla partenza non hanno cambiato nulla, poteva accadere lo scorso anno o all’inizio di questo. E’ stato un piccolo problema con una brutta conseguenza. Eravamo ancora sull’antistallo e io pensavo di aver fatto tutto correttamente. Un dito o la seconda paletta erano in posizione sbagliata: errore mio. Peccato, a volte i dettagli fanno la differenza”.