MotoGP: ecco come cambia il regolamento dal 2016

(Getty Images)
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Il MotoGP di Misano ha fatto da sfondo alle consultazioni su una serie di cambiamenti da introdurre nel Regolamento 2016 delle varie categorie del Motomondiale, con particolare riferimento all’elettronica. Alcune delle modifiche in questione sono a effetto immediato, altre invece entreranno in vigore solo a partire dalla prossima stagione.

I cambiamenti sono stati approvati dalla Gran Prix Commission riunitasi lo scorso 12 settembre con i suoi componenti Carmelo Ezpeleta (numero uno della Dorna), Ignacio Verneda (ceo FIM), Hervé Poncharal (IRTA), Takanao Tsubouchi (MSMA) ed in presenza di Javier Alonso (Dorna), Mike Trimby (IRTA, segretario della riunione) e Corrado Cecchinelli (MotoGP director of technology).

 

Le novità per l’elettronica

I cambiamenti più rilevanti del Regolamento 2016, come accennato, riguardano la parte elettronica e i tanto discussi “sensori”, sull’onda delle polemiche per il “torsiometro” che permetterebbe di migliorare sensibilmente le sensazioni del pilota grazie alle diverse indicazioni che il dispositivo fornisce agli ingegneri per la messa a punto della moto.

D’ora in avanti ogni team potrà utilizzare un sensore aggiuntivo, ma solo allo scopo di registrare i dati della moto, non per intervenire sulle strategie in gara. E tale sensore potrà non essere disponibile per le altre squadre. Verrà inoltre pubblicata una lista di dispositivi “liberi” e autorizzati a comunicare con la centralina nota agli addetti ai lavori come “ECU”.

 

Il nodo dei test

Gli altri cambiamenti riguardano invece la suddivisione dei test disponibili per i team di Moto2, Moto3 e MotoGP. A partire dal 9 novembre 2015, che coincide con l’inizio della stagione effettiva 2016, le due classi minori potranno effettuare test su due circuiti differenti, uno appartenente al calendario mondiale e l’altro no. In futuro, tuttavia, le cose cambieranno e si arriverà gradualmente ad avere dieci giorni di test su ogni circuito per tutti i piloti, eliminando così i problemi di disponibilità delle piste riscontrati negli anni passati.

In MotoGP sono stati invece necessari alcuni cambiamenti legati alla “perdita” della categoria Open a partire dal 2016. I piloti ufficiali potranno testare le loro moto per un massimo di cinque giorni l’anno su un solo circuito, mentre i collaudatori avranno un limite di disponibilità delle gomme.

I piloti satellite potranno invece effettuare cinque giorni di test su qualsiasi circuito e non sarà concesso l’utilizzo di collaudatori. Restano esentati da tali cambiamenti i team Suzuki e Aprilia, che usufruiranno comunque delle concessioni previste dall’attuale regolamento.

Ribadito infine il divieto di effettuare test dal 31 dicembre al 31 gennaio e di correre su un circuito sul quale è prevista un’altra corsa a una distanza temporale inferiore ai 14 giorni.