MotoGP, Valentino Rossi: “Bisogna arrivare davanti a Lorenzo… e attenti a Marquez!”

Valentino Rossi e Alessio Salucci
Valentino Rossi e Alessio Salucci (getty images)

Al termine della gara di Misano Valentino Rossi è salito ugualmente sul podio, ma solo per un saluto ai tanti tifosi provenienti da ogni angolo d’Italia e del mondo per incitarlo in questo sprint finale del Motomondiale.

Una folla di oltre 92mila persone in delirio, consapevoli che il decimo titolo in carriera adesso comincia a concretizzarsi, nonostante il 5° posto di San Marino che lascia un po’ di amaro in bocca soprattutto al pilota.

Ma il week-end ha un doppio volto, triste da una parte, per non aver commemorato al meglio la spettacolare cornice di pubblico, felice per la caduta di Jorge Lorenzo che ora rincorre a 23 distanze e con cinque gare al termine (Aragon, Motegi, Phillip Island, Sepang e Valencia). In fondo Valentino non ha molto da rimproverarsi, perchè scegliere cosa fare in situazioni critiche istantanee e con un titolo iridato in gioco non è semplice e molto dipende anche dalle scelte dell’avversario.

 

L’analisi del Dottore dopo la gara

“È stato un peccato correre in queste condizioni dopo due giorni di sole. Il pubblico meritava uno spettacolo diverso”, ha affermato il Dottore, come riporta ‘La Gazzetta dello Sport’ -. “Sono stato in pista due giri di troppo con le gomme da bagnato. Ma in quelle situazioni è sempre complicato prendere la giusta decisione e nella parte posteriore della pista, dalla curva del Tramonto fino al Carro ancora piovigginava, l’asfalto sembrava umido. Se uno pensa solo al risultato, bisogna anticipare il rientro, ma è anche più rischioso. E se avesse ripreso a piovere? Controllavo Lorenzo dietro di me, lui è rientrato, io ho continuato ed è stato un errore. È anche vero, però, che io e Jorge ci stiamo giocando il Mondiale, mentre i piloti che hanno fatto la scelta giusta, come Marquez, non avevano nulla da perdere”.

L’analisi del grande maestro Valentino Rossi è impeccabile, nulla da rimproverare ad un campione in testa alla classifica dal primo GP stagionale e nonostante i suoi 36 anni. Aveva forse pensato di arrivare al traguardo con le gomme da bagnato, “ma dal box mi segnalavano che Smith recuperava 10” al giro e anche se non sono un fenomeno in matematica, con un rapido calcolo ho capito che in 8 passaggi avrei perso 80”: troppi per continuare con le “rain”. Così sono rientrato a cambiare le gomme”.

Quando Lorenzo è caduto volevo continuare a spingere”, ha detto in un’intervista riportata da Speedweek.com -. “Ma non ho capito in quale posizione ero. Quando ho saputo di avere un ritardo di 13 secondi da Baz ho pensato che fosse difficile recuperare il ritardo. Inoltre, non volevo rischiare tutto, le condizioni non erano esattamente fantastiche… Poi ho visto che Petrucci saliva da dietro. Così ho visto che il mio ritmo era sufficiente per mantenere la quinta posizione”.

23 punti da amministrare a cinque gare dal termine sono un bel vantaggio, ma contro Marquez e Lorenzo tutto può succedere… “Lorenzo ha il potenziale per vincere sempre, come Marquez. Senza dimenticarsi di Pedrosa e delle Ducati: in ogni GP si possono perdere tanti punti. Se parti con l’idea di amministrare, puoi vanificare tutto: bisogna continuare a correre per arrivare davanti a Jorge – ha concluso il pilota di Tavullia -. E non mi fido neppure di Marquez”.