Valentino Rossi-Marc Marquez, rapporto gelido? Nessun incontro al Ranch di Tavullia

Valentino Rossi e Marc Marquez (Getty Images)
Valentino Rossi e Marc Marquez (Getty Images)

E’ già trascorso quasi un anno da quando lo scorso 17 settembre 2014 Marc Marquez ha fatto visita al Motor Ranch di Valentino Rossi, a Tavullia, un evento che ha sigillato una grande amicizia tra l’astro nascente e la leggenda della MotoGP.

Il pilota spagnolo sembrava destinato a seguire le orme del Dottore dopo la vittoria di due titoli mondiali consecutivi in Top Class, ma quest’anno le cose non sono andate per il verso giusto. Il rider della Honda ha rimediato ben 4 cadute in questo campionato che lo costringono a inseguire a -77. Un abisso incolmabile salvo improbabili miracoli ed errori…

Ma quest’anno, alla vigilia del GP di Misano, non c’è stato nessun incontro al Ranch tra i due amici e rivali, nonostante la promessa di rivedersi nel 2015 per una rivincita. Ed è difficile ipotizzare possa avvenire la prossima settimana, dato che è in programma un test privato della Honda sul circuito di San Marino 15-16 settembre).

L’incontro amichevole sullo sterrato stavolta non si farà, forse per qualche dissapore sorto dopo quella fatidica ultima curva nel GP di Assen, dove Valentino Rossi ha trionfato dopo aver tagliato la chicane. D’altronde fino alla scorsa stagione il pesarese non era un rivale tale da destare preoccupazioni, mentre quest’anno è proprio il Dottore ad essere il principale pretendente al trono, primo in classifica dalla prima gara e vincitore di 4 gare. A scapito di chi aveva pronosticato un’altra vittoria mondiale dello spagnolo della Repsol.

 

A distanza di un anno il rapporto tra Rossi e Marquez sembra raffreddato e i sogni di chi sperava di rivederli faccia a faccia al Ranch sono svaniti quasi del tutto. A meno che il rider della Yamaha non decida di prendersi la rivincita in Spagna, a Rufea, in occasione delle prossime gare in terra iberica… Staremo a vedere, magari Vale potrebbe decidere di andare a festeggiare lì il suo decimo titolo mondiale in carriera. Utopia?