MotoGP, Danilo Petrucci: “Lavoro per avere una Ducati ufficiale”

Danilo Petrucci, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso (getty images)

Dopo l’indimenticabile podio di Silverstone Danilo Petrucci si prepara ad affrontare un’altra grande e impegnativa sfida sul circuito di Misano, dove nel prossimo week-end si terrà la 13esima gara stagionale.

Il pilota di Terni correrà con la GP14.2 con cui cercherà di fare un ulteriore passo avanti e magari alzare l’asticella dalla top 10 alla top 8. In attesa che nel 2016 il team Pramac potrà beneficiare della GP15 attualmente adoperata dalla Ducati ufficiale.

Il podio inglese è arrivato al momento giusto in una gara sui generis, la prima vera gara sul bagnato di questa stagione. E con la pioggia Petrux riesce a tirare quella marcia in più che molti colleghi non possiedono…

“La Ducati ha scommesso su di me, dandomi fiducia dopo risultati non esaltanti. Ora lavoriamo per equipararci allo status dei piloti del mio livello. Loro sono contenti di continuare con me e io con loro, non c’è niente di meglio”, ha ammesso in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Il pilota umbro ricorda la sua prima gara in carriera sul bagnato : “La prima gara bagnata è stata a Donington 2008, Superstock 600: cado il primo turno, cado il secondo, cado il terzo. A quel punto ero già malconcio. In qualifica cado ancora e mi ripresento al centro medico: “Ancora tu? Basta, non vogliamo più vederti”. E non mi fecero correre”.

Il sogno non celato di Petrucci è quello di poter un giorno salire in sella alla Ducati ufficiale, ma dovrà meritarsi la ‘promozione’ soprattutto nel corso del 2016… “Lavoro per restare in Ducati, per avere un giorno una moto ufficiale. Voglio andar forte e meritarmi le cose come sto facendo adesso… Devo lavorare, e sfruttare le occasioni. Confrontando i dati di Dovizioso e Iannone, ci sono cose che ancora non riesco a fare come loro”.

 

Il rapporto con Valentino e il Dovi

Infine una battuta sui suoi due amici Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, cui cerca di fare da ago della bilancia: “Quando dico di no a uno poi ho paura di fare un torto all’altro. E si viene sempre a sapere. Se uno mi invita a girare con lui, non posso inventarmi scuse con l’altro”, ha confessato Danilo Petrucci.

Ma a Silverstone vederli tutti e tre insieme è come un quadretto degno della miglior cornice: “È stato bello vederli felici per me, come io lo ero per loro. Vale lo conosco da quando avevo sei anni, venne a casa mia a prendere il motorhome: papà lavorava per Giampiero Sacchi e Rossi era il suo pilota. Andrea era emozionato nel vedermi lì con lui. Siamo amici, mi ha prestato il furgone, la moto da cross…”.