MotoGP Valentino Rossi: “Io e Jorge Lorenzo? Come una vecchia coppia…”

Jorge Lorenzo e Valentino Rossi (Getty Images)
Jorge Lorenzo e Valentino Rossi (Getty Images)

 

Dice che lui e Jorge Lorenzo sono “quasi” amici, o meglio “come una vecchia coppia”, lasciando intendere che gli attriti di un tempo con il team mate spagnolo hanno lasciato il posto a rapporti più distesi: “in fondo, siamo insieme dal 2008, alla fine abbiamo imparato a sopportarci!”. “Penso di essere molto migliorato, caratterialmente – aggiunge – . Ma anche Lorenzo lo ha fatto”. A parlare – senza peli sulla lingua – è Valentino Rossi, intervistato da Colin Edwards per la tv inglese BT Sport dopo il ritorno in solitaria al vertice della classifica mondiale. Una confessione a cuore aperto che dà una volta di più la misura della sua grandezza, come sportivo e come uomo.

 

Una relazione “ok”

Valentino Rossi, reduce dalla due giorni di prove sul circuito di Aragòn, ricorda innanzitutto il primo incontro con il maiorchino. “Quando l’ho visto arrivare per la prima volta in Yamaha ci sono rimasto male – confida il Campionissimo di Tavullia – : Jorge aveva un grande potenziale, e io non volevo nel team uno in grado di battermi dopo neppure un anno”.

Dalla casa di Iwata il Dottore si aspettava evidentemente un trattamento diversi. “Non proprio rispetto. Ma cercate di capirmi..”, dice. Così, nel 2011 ha deciso di passare alla Ducati. “Un grande errore – afferma – . Perché solo dopo ho capito che per la Yamaha era normale, funziona così: un grande team ha bisogno di due piloti top”.

Di qui la decisione di tornare con i giapponesi, nel 2013. “Come un cane, con la coda tra le gambe – ammette sorridendo – . Cercando di avere rispetto per tutti. Anche per Jorge, che nel frattempo era diventato il numero uno”.

Eppure, a 36 anni, Valentino continua a crescere da tutti i punti di vista. “Ma anche Lorenzo è cresciuto – fa notare il Pesarese – . Ora è più amichevole, più aperto. E la nostra relazione è ok”.

“C’è una cosa – precisa – che mi ha fatto capire che sto diventando vecchio. E – forse – saggio. Ora cerco di separare il pilota, quello che veste la tuta di pelle e indossa il casco, dall’uomo. Sulla pista a volte succede qualcosa di selvaggio, è vero. Ma fuori è meglio essere un altro. Più rilassato”. Una lezione di vita, per lui e per tutti noi.