Incidente Claudio Salini: spunta l’ipotesi del sabotaggio dell’auto

(Getty Images)
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L’imprenditore Claudio Salini, morto in un terribile incidente stradale domenica sera su viale Cristofero Colombo, a Roma, avrebbe subìto pesanti minacce nei giorni precedenti lo schianto, e la sua Porsche potrebbe essere stata sabotata. Proprio per questo, come riferisce il Corriere della sera, i Carabinieri analizzeranno i tabulati telefonici dell’imprenditore, allo scopo di capire con cui abbia parlato il costruttore quarantenne pima di salire sulla Porsche, ed eventualmente anche durante il tragitto.

 

Le circostanze da chiarire

Claudio Salini avrebbe dovuto testimoniare il 16 settembre prossimo nella prima udienza del processo contro tre casertani che aveva fatto arrestare, con la sua denuncia, alla fine dello scorso anno per tentata estorsione. Si tratta di personaggi considerati dagli investigatori dell’Arma vicini agli ambienti della camorra, e che pretendevano un risarcimento di 1,8 milioni di euro perché l’imprenditore aveva tolto a uno di loro il subappalto per lavori al polo museale di Bergamo e a un nuovo centro affari di Arezzo. Il terzetto aveva anche progettato un sequestro lampo del costruttore.

Al momento non vi sono elementi per collegare direttamente lo schianto dell’auto contro un albero, a quanto pare per colpa di un dosso, a quella vicenda. Ufficialmente a provocare l’incidente sarebbe stata la combinazione tra andatura della vettura sportiva e precarie condizioni dell’asfalto, su una strada – la Colombo – teatro di molti incidenti mortali proprio per problemi di manutenzione e mancato rispetto dei limiti (l’ultima tragedia mercoledì notte: un motociclista 36enne deceduto vicino a Ostia dopo lo schianto contro un albero).

Ma la tragica fine di Salini potrebbe nascondere anche dell’altro. A quanto pare nell’ultimo periodo l’uomo era terrorizzato per le minacce ricevute, e proprio da tale circostanza hanno preso spunto le indagini. Per capire se i sospetti siano fondati o meno bisognerà attendere le prossime ore.

L’avvocato De Carolis, intanto, ha chiesto una perizia sui resti della Porsche 911, acquistata di recente, che Salini aveva lasciato per un mese nel complesso residenziale dove abitava, a Porta San Sebastiano: un luogo controllato e dotato di videosorveglianza. Gli esami serviranno per valutare anche l’ipotesi del sabotaggio – presa in considerazione dall’entourage del noto costruttore – , oltre a quella di un guasto meccanico.