MotoGP, il “boss” del Ranch di Tavullia racconta “il mio amico Valentino Rossi”

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

 

Per lui Valentino Rossi è un amico, oltre che il datore di lavoro. E mai come dopo la vittoria di domenica scorsa a Silverstone poter stare a stretto contatto con il Campione dei Campioni è stato motivo di orgoglio e soddisfazione. Antonio Di Girolamo, 59 anni, castelvetranese residente a Tavullia, la località del Pesarese da dove è partito il sogno a due ruote del Dottore, è noto a tutti come il “boss” del Ranch: “Diciamo che lo gestisco a 360° – racconta a Castelvetranonews.it – e mi occupo di seguire i lavori che vengono svolti all’interno”. Nessuno meglio di lui, dunque, conosce i segreti del “regno” del Valentino Nazionale…

 

La “colonna portante” del Dottore

L’avventura di Antonio Di Girolamo a Tavullia è nata quasi per caso. “Lavoravo nel settore edile per Massimo Berloni – spiega – e un giorno andammo a lavorare a Tavullia presso la tenuta di Valentino. Tra me e lui si instaurò subito un bel feeling, forse anche perché ero (e sono) un suo accanito fan, e da una battuta arrivò la proposta di rimanere a lavorare per lui. Da quel giorno sono già passati sei splendidi anni”.

Tutti i fan di Valentino Rossi si domandano come sia il pilota “dietro le quinte”, tra le mura domestiche, lontano dai riflettori. “E’ sempre lui – rivela il ‘boss’ del ranch di Tavullia – . Un ragazzo simpatico, educato, rispettoso con il suo immancabile sorriso. In questo periodo, complice il suo ritorno ad essere competitivo in moto, ha ritrovato anche quella carica che in Ducati si era leggermente offuscata”.

Come accennato, trani due c’è molto di più che un semplice rapporto di lavoro. “Per me lui è un amico – prosegue – . Una persona alla quale sono affezionato e riconoscente anche se devo dire che anche lui negli anni mi ha dimostrato la stima che nutre nei miei confronti e di questo vado fiero. Il fatto che in più di una occasione mi abbia chiesto pareri su come gestire determinate situazioni mi ha gratificato e allo tempo stimolato a fare sempre di più e meglio. Alla base di tutto c’è una reciproca fiducia che facilita tutto”.

“Il mio sogno – aggiunge – è quello di portarlo a Selinunte [in Sicilia, ndr] e spero nei prossimi anni di riuscirci”.

Quanto al Valentino pilota, Di Girolamo spiega di aver spesso seguito di persona Valentino in gara, “ma da spettatore senza ruoli operativi. Sono stato in Germania , al Mugello e anche in Francia a Le Mans. In quell’occasione Valentino ottenne dopo diverso tempo una vittoria e ricordo ancora con emozione il suo abbraccio quando mi vide. In quell’occasione mi disse che ero stato il suo porta fortuna e ne fui particolarmente orgoglioso”.

Il castelvetranese trattiene a stento l’emozione quando legge la dedica fattagli da Valentino in un poster che custodisce gelosamente: “Per il mitico Antonio colonna portante della VR46! Grazie mille”.

Una dedica che vale più di ogni altro commento.