Dal Marocco alla Spagna “incastrati” nell’auto: la tragedia di due profughi africani

(foto Twitter)
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Avevano intrapreso il loro viaggio della speranza dal Marocco, con l’obiettivo di arrivare al Nord Europa, superando la frontiera con l’enclave spagnola di Ceuta, nascosti in posizione fetale in un’auto, senza possibilità di muoversi e con spazio appena sufficiente per respirare. Ma le forze dell’ordine li hanno scoperti e fermati, insieme al conducente veicolo.

Protagonisti della tragica vicenda due migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana, uno dei quali è stato trovato “incastrato” nel vano motore e l’altro sotto i sedili posteriori del veicolo, con tutti i rischi per la loro incolumità che è facile immaginare.

 

Un dramma infinito

Come riferiscono diversi media spagnoli, la scoperta è stata fatta dalla Guardia Civil di Ceuta al posto di frontiera di El Tarajal. Gli agenti si sono insospettiti per il comportamento “nervoso” del guidatore. Quindi hanno fermato l’auto e, nel corso di un’ispezione di routine, hanno trovato un uomo nel vano motore, separato dalla testata bollente da un sottilissimo pannello, e l’altro in un angusto spazio ricavato sotto il sedile del guidatore.

Il conducente del veicolo è stato arrestato e i due giovani clandestini sono stati trasferiti in ospedale con sintomi di disidratazione e spossatezza. A detta dei medici che li hanno visitati, avrebbero rischiato la morte.

Per fortuna i due migranti, seppur visibilmente provati per le temperature estreme, le vibrazioni e i gas respirati per ore, sono stati “liberati” e portati in ospedale, a differenza dei tanti profughi che arrivano a bordo di tragetti o jet-sky, molti dei quali annegano in mare in circostanze a di poco tragiche.

Nel giro di appena 72 ore, infatti, la Guardia Civil avrebbe intercettato nelle acque dello Stretto di Gibilterra almeno sei moto d’acqua, tutte in difficoltà fra le onde gelide. In sella, oltre allo “scafista”, almeno due migranti per mezzo, che speravano di entrare a Cadice imbarcandosi da Tarifa.

Una storia drammatica che dovrebbe scuotere le coscienze di tutti noi, e tuttavia rischia di diventare solo l’ennesimo capitolo dell’esodo “biblico” che si va dipanando in questi giorni, nell’indifferenza generale.