Autostrade, boom di stranieri che non pagano: tedeschi in pole

Autostrade italiane
Autostrade italiane (getty images)

E’ molto diffuso lo stereotipo dell’italiano che quando va all’estero magari cerca di fare il furbo, ma va detto che gli stranieri quando vengono in Italia non sono da meno. Secondo un’indagine svolta da Quattroruote, infatti, dal 2010 al 2014 le automobili con targa estera che sono transitate sulle autostrade italiane senza pagare il pedaggio sono passate da 418.000 a 536.000. Un aumento del 28,2%. Il dato riguarda solamente Autostrade per l’Italia, che gestisce gran parte (ma non tutta) la rete viaria a pagamento del nostro Paese.

Indovinate chi c’è in cima alla classifica dei cosiddetti furbetti? Gli automobilisti tedeschi con il 29,1%, seguiti da svizzeri (14,1%), francesi (10,1%), rumeni (9,3%) e spagnoli (6,2%). Una top five che forse non stupisce visto che si tratta di persone di nazionalità con cui spesso siamo a contatto, soprattutto nel periodo estivo quando l’Italia diventa meta turistica di riferimento.

C’è chi la fa franca accodandosi a qualcuno nella corsia del Telepass rischiando che la sbarra poi sbatta sul proprio veicolo e anche chi al momento di pagare il pedaggio inventa scuse tra le più fantasiose per evitare di versare il denaro, ricevendo in cambio un ticket per saldare quanto dovuto in un momento successivo tramite Internet oppure un Punto Blu. Ma nel 75% dei casi il pagamento non viene più registrato e va quindi riscosso.

Per fortuna i furbetti possono essere identificati, dato che presso le autostrade sono presenti dei dispositivi che fotografano la targa delle vetture e pertanto si può risalire al proprietario. La società autostradale fornisce poi i dati ad una società specializzata nel recupero credito. Ma riscuotere il credito non è affatto semplice. Con alcuni Stati (Germania, Svizzera, Olanda, Svezia, Polonia) l’iter è regolare, mentre con altri (Romania, Turchia, Bulgaria, San Marino) la pratica è molto più complicata. Per esempio in Francia c’è una restrittiva legge sulla privacy che ostacola il procedimento.