MotoGP Brno: Masao Azuma (Bridgestone) svela il “segreto” di Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo (Getty Images)
Jorge Lorenzo (Getty Images)

 

Con la vittoria del GP di Brno, per lui la quinta del 2015, Jorge Lorenzo è balzato in testa alla classifica mondiale a pari punti con il team mate Valentino Rossi, che ha dovuto però cedergli la leadership del campionato a motivo delle due gare in più vinte dal maiorchino.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, il round della Repubblica Ceca è stato caratterizzato da un caldo insolito, che ha messo a dura prova gli pneumatici Bridgestone. E proprio qui risiede probabilmente la ragione del successo dello spagnolo, almeno secondo quanto dichiara Masao Azuma, chief engineer del Bridgestone Motorcycle Tyre Development Department, nel consueto debrief sul sito dell’azienda giapponese.

 

Il nodo delle temperature

A chi gli fa notare che molti piloti hanno lamentato lo scarso grip dell’asfalto di Brno, Mazao Azuma ricorda che quello della Repubblica Ceca, “insieme a Sepang, è uno dei circuiti del calendario MotoGP dove da un anno all’altro le condizioni della pista peggiorano. Quest’anno c’era poco grip e c’erano molte buche in molte curve. La nostra allocazione di pneumatici ha tenuto conto di questi fattori”.

“Sia la mescola media che quella dura (al posteriore) – spiega il chief engineer – erano diverse rispetto alla scorsa stagione. Entrambe erano più morbide per offrire migliori prestazioni in curva e maggior grip. Anche all’anteriore abbiamo portato una mescola diversa e che ha ben risposto. Queste nuove opzioni a Brno hanno reso più facile gestire le condizioni della pista, anche se i piloti hanno provato diverse gomme nelle prove prima di decidere quali utilizzare”.

Un altro aspetto su cui riflettere è che se quest’anno sono stati più volte battuti sia il record sul giro che quello totale della gara, a Brno è stato superato solo quello della pole. “Il nuovo pneumatico posteriore ha fatto sì che in qualifica ben cinque piloti abbiano potuto girare sotto al record, mentre il tempo della distanza gara è stato più lento – osserva al riguardo Azuma – . La ragione principale è che quest’anno in gara c’erano ben 15° in più di temperatura rispetto allo scorso anno. In qualifica su un giro secco la temperatura non influenza più di tanto la performance, mentre lo fa sulla distanza gara. Possiamo certamente dire che quest’anno il GP della Repubblica Ceca ha avuto condizioni della pista molto più estreme rispetto alle ultime due stagioni, sia in termini di temperature della pista che di grip”.

Resta però il fatto che l’innalzamento della temperatura non ha avuto un ruolo fondamentale in qualifica. Come mai? “Il pneumatico posteriore era più morbido rispetto allo scorso anno ed era potenzialmente più veloce sul giro singolo – risponde Azuma – . Se si confrontano le temperature della pista fra gara dello scorso anno e quella di quest’anno, la differenza era di circa 15° C, ma la differenza di temperatura della pista per QP2 era minore, solo cinque gradi in più. Inoltre, effettuando meno giri in qualifica, ci sono meno possibilità di surriscaldare il pneumatico posteriore”.

“E’ per questo – conclude – che Jorge [Lorenzo] ha girato sotto al record e che altri quattro piloti hanno fatto segnare tempi più rapidi rispetto al record, nonostante il basso livello di grip”.

Bridgestone slick options: Front: Soft, Medium & Hard; Rear: Soft, Medium & Hard (Asymmetric)
Bridgestone wet tyre options: Soft (Main), Hard (Alternative)