Niccolò Antonelli: “Valentino Rossi un consiglio te lo dà sempre”

Niccolò Antonelli (Getty Images)
Niccolò Antonelli (Getty Images)

 

E’ forse il più promettente tra gli “allievi” di Valentino Rossi, e – a giudicare dai suoi successi in pista – ha tutti i numeri per diventare grande come lui. Niccolò Antonelli, il ragazzo di Santa Maria in Pietrafitta (Rimini) che domenica scorsa a Brno ha messo a segno la sua prima vittoria in Moto3, si sta godendo in queste ore un successo più che meritato: “Ho sofferto tanto, in passato sono caduto un sacco di volte: ho dovuto darmi una calmata, ma non ho mai smesso di credere in me”, dice a colloquio con la Gazzetta dello Sport, esprimendo riconoscenza verso la VR46 Academy con cui si allena, perché “mi hanno dato fiducia in un momento difficile”.

Fino alla passata stagione Niccolò Antonelli ha corso per il team Gresini, i cui meccanici dopo la gara di domenica – fatto abbastanza inusuale nell’ambiente del Motomondiale – hanno festeggiato la sua ascesa al gradino più alto del podio assieme al papà e “braccio destro” del giovane pilota, che lo definisce come un “testone” che “ha fatto tanti sacrifici, ha avuto tanta sfortuna, ma non ha mai mollato”.

“Mio papà è stato fondamentale per la mia carriera – racconta il vincitore di Brno sempre alla Gazzetta – : mi sono appassionato alle moto vedendo i video di quando correva. Discutiamo spesso, ma lui c’è sempre e mi ha dato un grande aiuto quando le cose andavano male”.

 

A lezione dal Dottore

Niccolò Antonelli, diciannove anni compiuti il 23 febbraio, è un ragazzo tutto casa e moto: vive assieme ai genitori e alla sorella minore Sofia (15 anni) – cui è molto legato – in una frazione di San Giovanni in Marignano, vicino a Cattolica, e quando non è in pista per correre o allenarsi passa il tempo con gli amici o pratica altri sport, dallo sci al calcio. Gli studi, invece, li ha lasciati proprio quest’anno, per concentrarsi meglio sul Motomondiale, anche se “l’intenzione è finire il liceo scientifico, mi manca solo la maturità […]”.

Il successo ottenuto in Moto3 lo ha lasciato incredulo, “anche se comincio a realizzare di aver vinto – afferma – . Ma non bisogna gasarsi, deve essere un punto di partenza, non di arrivo”. Detto questo, Antonelli è il primo a riconoscere che se “fino all’anno scorso soffrivo nel corpo a corpo, adesso credo di essere migliorato”.

La sua breve eppure promettente carriera, come si diceva, è stata segnata da molte delusioni. “Ho sofferto tanto, in passato sono caduto un sacco di volte: ho dovuto darmi una calmata, ma non ho mai smesso di credere in me – confida Antonelli – . Sotto questo punto di vista sono abbastanza forte di testa”.

Ma il merito della vittoria di domenica va anche all VR46 Academy. “E’ stata fondamentale, mi ha dato fiducia in un momento difficile – sottolinea il pilota – : li voglio ringraziare, come tutti quelli che mi sono stati vicini nel box e a casa”.

La possibilità di allenarsi nel Ranch di Valentino Rossi è stata per lui la realizzazione di un sogno. “Lo vediamo tutti i giorni, è sempre disponibile, risponde a qualsiasi domanda, se chiedi un consiglio te lo dà sempre”, dice riferendosi al Dottore. Alzi la mano chi non prova un pizzico di invidia…