F1, parla il manager di Fernando Alonso: “Lotterà per il titolo nel 2016”

Fernando Alonso (Getty Images)
Fernando Alonso (Getty Images)

Fernando Alonso sta vivendo una stagione difficile a causa della scarsa competitività della McLaren. All’interno del team si era consapevoli che questo sarebbe stato un campionato di transizione a causa del passaggio dai motori turbo Mercedes a quelli Honda, ma c’era l’aspettativa di essere più avanti a questo punto dell’anno. Nelle ultime due gare lo spagnolo ha ottenuto un 10° ed un 5° posto raccogliendo i suoi primi punti iridati, frutto di situazioni particolari che si sono venute a creare nel corso dei gran premi e che lo hanno favorito. Ma si tratta comunque di segnali positivi dopo i ben quattro ritiri consecutivi di cui era stato protagonista, soprattutto a causa di problemi della monoposto.

 

Il manager di Fernando Alonso fiducioso per il 2016

Luis Garcia Abad, manager del pilota asturiano, nel corso dell’intervista rilasciata a Cadena Ser si è mostrato molto ottimista per il prossimo anno: “Fernando sarà certamente un candidato per il titolo nel 2016. Con gli attuali regolamenti in F.1 non puoi provare e quindi è molto difficile rendere competitivo un motore. La McLaren-Honda però è una combinazione vincente, stanno prendendo tempo per fare in modo che il tutto funzioni. Le debolezze di oggi saranno i punti di forza di domani e ci sono segnali positivi che indicano come in futuro sarà davvero forte. Mercedes imbattibili? È quasi un miracolo che non siano sempre prima e seconda: per batterle devi prendere un’altra strada”.

Ad oggi pensare che Fernando Alonso possa lottare per la corona iridata sembra utopistico, molto dipenderà dai progressi che la scuderia di Woking farà da qui alla fine del 2015. Se nelle gare finali del campionato le McLaren saranno affidabili e si mostreranno più vicine alle prime posizioni allora sarà possibile immaginare che nel 2016 possano essere maggiormente protagoniste. E’ molto il gap che la squadra inglese deve recuperare, decisamente maggiore rispetto a quello che aveva la Ferrari nel 2014. Servirà un super lavoro per ambire almeno alla lotta per il podio nel prossimo mondiale di Formula1.