Autovelox nascosti: l’Aci non ci sta

(foto dal web)
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In questi giorni di spostamenti per le vacanze, il “problema” degli Autovelox è tornato all’ordine del giorno. Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, infatti, i dispositivi per il rilevamento automatico della velocità non sono sempre posizionati per indurre al rispetto dei limiti previsti dal codice della strada, ma anche per “fare cassa” in un momento certamente non facile per gli enti locali a corto di liquidità. Il caso degli Autovelox “nascosti”, di cui vi abbiamo dato conto qualche settimana fa, è emblematico a questo riguardo.

In una lettera pubblicata sul sito dell’Aci, l’ingegner Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, esprime una posizione fortemente critica a questo riguardo.

 

Un “patto” tra automobilisti e forze dell’ordine

“Sia chiaro che sono un convinto sostenitore dell’utilità dei rilevatori automatici della velocità ed in particolare del Tutor – premette Damiani – a cui, indubbiamente, va il merito della drastica diminuzione del numero dei morti sulle autostrade che lo hanno adottato”.

“Sgombrato il campo, quindi, da qualunque pregiudizio – prosegue – è bene chiarire che le recenti decisioni anche della Corte Costituzionale vanno nel senso di un rapporto tra automobilisti e Forze di Polizia nazionali e locali decisamente più equilibrato in cui i tutori della legge esercitano il loro compito adottando tutti gli accorgimenti previsti dagli ordinamenti in maniera chiara, leale e trasparente”.

Secondo il presidente dell’Aci, tuttavia, occorre fare chiarezza sulle finalià di questi strumenti di controllo: “L’obiettivo non è quello di elevare multe – scrive – , ma quello di ottenere il rallentamento degli automobilisti in alcuni punti ritenuti più pericolosi e con una frequenza ritenuta necessaria”. “Quindi – argomenta – è evidente che, per ottenere questo scopo, sia necessario che l’apparato sia ben visibile sia di giorno che di notte e che i cartelli di preavviso siano posizionati in maniera efficace e sopratutto non siano per il 90% inutili”.

“Io vorrei – conclude – che questa corretta e giusta posizione della Corte possa diventare un patto non scritto tra gli automobilisti e le forze di Polizia addette alla sicurezza stradale: io ti indico con chiarezza dove è necessario che tu rallenti e tu lo farai. Probabilmente le Casse degli Enti Locali e dello Stato ne soffriranno e anche i Giudici di Pace lavoreranno di meno, ma gli automobilisti avranno trovato più convincente e non punitivo andare più piano”.

Chi condivide questa posizione è invitato a comunicarcelo a segnalaci@aci.it: l’Aci promette di intervenire facendo la sua parte. Gli automobilisti, comunque, hanno a disposizione sul sito della Polizia di Stato l’elenco aggiornato degli strumenti di controllo della velocità posizionati su autostrade e strade statali.