MotoGP, Marc Marquez: “Per battere le Yamaha bisogna lavorare duro”

Marc Marquez a Indy
Marc Marquez a Indy (getty images)

Ancora due giorni e si ritorna in pista per l’11esima tappa del Motomondiale 2015 sul circuito di Brno, dove ancora una volta Yamaha e Honda ufficiali si contenderanno il podio e non solo. Perchè tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo è sfida iridata, ma è anche vero che Marc Marquez sta recuperando terreno e non è escluso che possa vincere tutte le gare restanti ora che la RC213V è tornata la moto più in forma grazie al vecchio telaio.

Se il campione di Cervera non fosse caduto per tre volte probabilmente oggi staremmo qui a parlare di un Mondiale quasi deciso in suo favore, ma ora si ritrova costretto a inseguire a -56, un abisso che potrebbe essere colmato all’ultima gara (nella migliore delle ipotesi). Ma al momento Marquez preferisce non pensare al titolo e vivere “alla giornata”, cercando di collezionare quante più vittorie possibili.

“Al titolo non penso, ma dobbiamo continuare a crederci: per battere i piloti Yamaha bisogna lavorare duro”, ha detto il pilota della Repsol Honda come riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’. “In HRC hanno lavorato giorno e notte per risolvere i problemi: ho sentito una grande fiducia, l’intero reparto corse ha lavorato per me”. Eppure è bastato ritornare al vecchio telaio per essere nuovamente competitivi e tenere testa a Rossi e Lorenzo. “La verità è che con questa moto mi sento molto più a mio agio: è meno estrema, consente di recuperare più facilmente gli errori. Nei test di Misano a luglio abbiamo trovato un bilanciamento che migliora l’ingresso in curva, lo scivolamento della ruota posteriore, il nostro limite prima di Assen – ha sottolineato Marc Marquez -, quando abbiamo deciso di tornare al telaio dell’anno passato”.

Un passo indietro che HRC non ha avuto problemi ad eseguire. I piloti da tempo si lamentavano di un motore troppo aggressivo, ma ora i problemi sembrano magicamente scomparsi dopo il ritorno al vecchio telaio. “Ma non abbiamo cambiato solo il telaio – ha spiegato Shuhei Nakamoto, vicepresidente HRC -: abbiamo modificato il forcellone, siamo intervenuti sugli scarichi e su altri particolari”, dal momento che i propulsori sono congelati per regolamento. “Ma nessuno ti impedisce con l’elettronica di diminuire la potenza o gestire meglio l’erogazione. Ed è quello che abbiamo fatto. Sono già un po’ di gare che i nostri piloti non dicono più nulla sul motore, come se il problema non fosse mai esistito”. Credere nel titolo iridato è ancora possibile…!