Brucia Ferrari 458 per incassare i soldi dell’assicurazione: scoperto e condannato

Ferrari 458 Italia bruciata (photo by 20min.ch)
Ferrari 458 Italia bruciata (photo by 20min.ch)

Un 20enne ed i suoi tre complici, tutti di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, sono apparsi mercoledì dinnanzi al giudice del tribunale di Augsburg per rispondere di un incendio provocato volontariamente nel marzo 2014 ad una Ferrari 458 Italia al fine di frodare l’assicurazione ed incassare il denaro derivante dall’incidente.

La Corte ha ascoltato il giovane, figlio di un ricco uomo d’affari che ha sede in Svizzera a Zurigo, ed ha appreso che egli era insoddisfatto della sua automobile. Voleva cambiarla per passare ad un modello di Ferrari più recente. Ha provato a venderla, ma gli veniva valutata “solamente” 190.000 franchi (193.500 dollari) e un rivenditore di vetture gli ha consigliato di commettere una frode assicurativa dando fuoco al veicolo. In più avrebbe anche reclutato un complice del suo garage per commettere questo fatto. Lo racconta il portale 20min.ch.

Al fine di deviare l’attenzione e non provocare troppi sospetti in zona, è stato deciso di far succedere tutto ad Augsburg, nella regione della Baviera in Germania. La Ferrari 458 Italia è stata dunque lasciata in zona industriale, mentre il proprietario ed un amico si trovavano in un salone massaggi per avere un alibi in caso di accuse. Gli altri due complici intanto si sono occupati di dare fuoco al mezzo, che è letteralmente esploso. Ciascuno dei partecipanti a questa frode ha ricevuto 15.000 franchi una volta completata la missione.

Purtroppo per loro c’erano delle telecamere di sicurezza che hanno filmato l’accaduto e inoltre sono state intercettate delle telefonate che hanno smascherato i quattro svizzeri, che sono stati arrestati nel loro Paese e portati ad Augsburg per il processo. Il proprietario della Ferrari 458 Italia è stato scarcerato dopo il pagamento di una cauzione da ben 200.000 euro (215.000 franchi), resterà comunque per 22 mesi in libertà vigilata e deve pagare una multa da 30.000 euro. Gli altri tre complici hanno avuto condanne dai 14 ai 16 mesi di libertà vigilata ciascuno.

Il proprietario della supercar di Maranello ha confessato che non aveva il coraggio di dire al padre che la sua Ferrari non gli piaceva più. Al momento del fatto il suo conto corrente era vuoto, nonostante ricevesse tra i 5.000 ed i 10.000 franchi al mese. Possedeva proprietà da 27 milioni di franchi e 15 auto, tra cui una Lamborghini, tutte pagate dal padre.