F1, Toto Wolff: “Mercedes troppo forte? Anche Michael Schumacher era imbattibile”

Toto Wolff
Toto Wolff (getty images)

Il terzo posto in classifica di Sebastian Vettel (160 punti), reduce dall’ultima vittoria nel Mondiale di F1 in Ungheria, non sembra impensierire il team Mercedes, al comando con entrambi i piloti Lewis Hamilton, a quota 202, e Nico Rosberg a 181.

Il boss Toto Wolff ha confessato di vivere questa stagione in modo più sereno e tranquillo rispetto al 2014, dato che anche la sfida tra i due piloti sembra non regalare troppe scintille.

Anzi, forse il terzo posto di Vettel fa da collante nei box Mercedes, dove si respira aria di collaborazione tra Hamilton e Rosberg, nonostante la distanza ravvicinata in classifica. “Abbiamo imparato molto dallo scorso anno – ha detto Toto Wolff ad ‘Autosport‘ -. E siamo passati dall’esperienza di avere una macchina abbastanza competitiva per vincere gare e campionati ad una fase in cui i nostri piloti si sono abituati ad una situazione di concorrenza reciproca, dove si impara e si discute tanto. C’è anche un sacco di comunicazione all’interno del team – ha aggiunto il boss della Mercedes – e abbiamo una cultura dell’analizzare le nostre debolezze ed errori, senza puntare il dito contro l’uno o l’altro”.

Una situazione serena e armoniosa che facilita il lavoro della scuderia tedesca che si appresta a conquistare il secondo titolo consecutivo: “Non abbiamo perso il nostro entusiasmo, la nostra competitività – ha aggiunto Wolff -. Abbiamo vinto il campionato lo scorso anno e siamo ansiosi di farlo di nuovo che il nostro approccio e la mentalità non è cambiata molto”.

A chi accusa Mercedes di aver noiosamente monopolizzato il Circus Toto Wolff risponde: “A volte mi stupisco, ma a pensarci bene è normale e prevedibile. Non siamo i primi ad aver preso il sopravvento in Formula 1, quando Michael (Schumacher) vinceva con la Ferrari ha chiuso un mondiale proprio in Ungheria, anche quello era dominio. La gente parla e critica ma va bene, non ci resta che andare avanti con il nostro lavoro e far parlare la pista”.