Formula 1, Eric Boullier: “Honda deve reclutare gente esperta per ridurre i tempi”

Eric Boullier e Ron Dennis
Eric Boullier e Ron Dennis (getty images)

Il quinto piazzamento al Gran Premio d’Ungheria di Fernando Alonso e il nono di Jenson Button non fanno dormire sonni tranquilli alla scuderia McLaren-Honda, ancora in difficoltà e in ritardo nello sviluppo della monoposto.

I vertici del team britannico e i piloti stessi sono fiduciosi di poter raggiungere e superare le Mercedes nei prossimi anni, anche se per il momento sembra un obiettivo irraggiungibile, quasi un’utopia. Per la prima volta in questo Mondiale di Formula 1 le McLaren hanno dimostrato affidabilità e chiuso una gara con entrambe le vetture nella top ten.

Ma ripetersi sarà difficile, anche se il boss Eric Boullier mette i puntini sulle i: “Mercedes, Ferrari e Renault hanno avviato il progetto quattro anni fa. Hanno avuto tre anni per preparare il motore e, nonostante tutto, l’anno scorso hanno avuto problemi in un primo momento con i nuovi motori ibridi. Per qualcuno addirittura continuano”, ha ammesso in un’intervista riportata dal sito spagnolo ‘Marca‘. “Honda ha deciso di entrare in F1 due anni fa e ha iniziato da zero ed è una grande società per costruire una quantità enorme di esperienza per vincere”.

In due anni McLaren ha dovuto costruire una squadra, installarla nel nuovo stabilimento di Sakura, ambientarsi ad una maggiore reattività e domare un po’ di nuove tecnologie (tra cui quella ibrida). Velocizzare i tempi nel mondo della Formula 1 è molto difficile, ma non impossibile: per recuperare il ritardo il produttore di motori giapponese deve aumentare il suo personale e reclutare cervelli tra i concorrenti: “Spero che ci sia una vera e propria consapevolezza [da Honda] per attuare il piano necessario per recuperare il ritardo”, ha aggiunto Eric Boullier alla televisione giapponese NHK. Ci vuole molto più personale. Non si può comprare il tempo, questo è impossibile, ma è possibile “acquistare” risorse… L’unico modo per recuperare il ritardo è quella di acquistare l’esperienza, vale a dire, reclutando persone che hanno l’esperienza di F1. Esso permetterebbe di risparmiare un sacco di tempo”.

 

L’appunto dell’ex pilota Johansson

L’ex pilota svedese Steffan Johansson ha vissuto la gestazione e lo sviluppo del periodo d’oro della McLaren e Honda negli ultimi anni ’80, prima di essere sostituito da Ayrton Senna nel 1988: “I tifosi pensano di dimenticare che la McLaren e Honda, in quello che chiamano l’età d’oro di 80, hanno atteso cinque anni in F1 prima di migliorare i propri motori”, ha ricordato sul suo blog.

“I primi anni della Honda non sono stati facili. Lo so bene perché c’ero io a guidare la prima auto che ha motorizzato e quindi la situazione era simile a quella di ora … Naturalmente, alla fine hanno fatto bene e ha finito per dominare la Formula 1”.

Inoltre a rendere più difficile il lavoro della McLaren sopraggiunge il regolamento del Circus: “Alla McLaren ci sono una combinazione di problemi, il tutto reso più impegnativo dalle norme vigenti. Se non si ottiene una macchina valida sin dall’inizio della stagione sei fregato per tutto l’anno. Renault è nella stessa barca della Honda, ma ci sono solo due produttori che hanno ottenuto i loro motori ordinati – ha concluso l’ex pilota svedese di Formula 1 -: Mercedes e Ferrari”.