GoGoBus: ecco il primo social bus europeo

(foto Facebook)
(foto Facebook)

 

E’ l’ultima frontiera della mobilità condivisa, nasce da un’idea tutta italiana e, a giudicare dai primi risultati, si avvia a replicare il successo dei servizi applicano la filosofia dello sharing a auto, scooter e moto. Stiamo parlando di GoGoBus, il primo social bus europeo che, mettendo in comune i mezzi di trasporto, offre spostamenti anche su lunghe distanze a prezzo conveniente, oltre alla possibilità – come nel caso del car pooling – di fare nuove e interessanti amicizie.

 

A tutto sharing

Come funziona GoGoBus? E’ molto semplice: basta iscriversi alla “community”, proprio come si fa con Facebook, postare sul sito internet data e destinazione desiderate e – se la proposta viene condivisa da almeno 30 persone – si parte!

L’organizzazione logistica del viaggio è curata dallo staff di GoGoBus, che provvedono a noleggiare i mezzi e, seguendo una serie di standard, sono in grado di garantire la professionalità degli autisti, cercando di offrire il massimo in termini di servizi a bordo (a seconda del mezzo impiegato, possono comprendere anche toilette e wi-fi).

Una volta fissati data, ora e luogo di partenza, alla comitiva possono unirsi anche altre persone (in base ai posti disponibili), e ovviamente più sono le adesioni, maggiore è il risparmio. A quel punto la “comunità” e pronta a partire e a conoscersi, tappa dopo tappa, nel corso del viaggio.

La start-up GoGoBus è nata ufficialmente lo scorso 20 marzo, e già il venti dello stesso mese ha “debuttato” con un Roma-Milano sold out a 14 euro e 90 a testa. Sono nove i viaggi effettuati sinora, e a quanto pare la formula sta riscuotendo un certo successo, specialmente tra i giovani.

L’idea piace soprattutto nel Nord-Est, almeno a giudicare da una prima statistica dei tragitti organizzati dopo quello inaugurale: un Padova-Trento, due Pordenone-Trieste, un Treviso-Trieste, un Udine-Trieste.

Per il prossimo agosto ci sono già numerose proposte sul sito di GoGoBus, anche se non c’è ancora alcuna partenza certa.

”L’idea mi è venuta circa un anno fa” spiega Alessandro Zocca, responsabile del progetto, sul sito dell’Ansa. ”Effettuando alcune ricerche ho scoperto che a Singapore e in Egitto esistono modelli di bus sharing che operano su tratte urbane. In dicembre abbiamo lanciato la piattaforma ‘beta’ e in quattro mesi abbiamo raccolto più di 3.000 proposte. Così abbiamo deciso di provarci”.

“I bus che utilizziamo normalmente sono da circa 50 posti perché permettono di combinare flessibilità di utilizzo a economie di scala – prosegue Zocca – ma possiamo impiegare anche pullman a due piani, fino a quasi 90 posti, particolarmente convenienti se molto pieni. Il vantaggio economico più elevato è per i singoli o i piccoli gruppi”.

E già bollono in pentola nuovi interessanti progetti, tra cui lo ”sviluppo di un servizio che permetterà di utilizzare e riempire i pullman turistici che fanno trasferimenti a vuoto, rendendo vendibili i singoli posti a prezzo fisso”.

Quando si dice: “partenze intelligenti”…