Muore a 5 anni nell’auto al sole: ennesima tragedia a Lugano

(Getty Images)
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L’ultimo “caso” risale a poche ore fa, ma la lista dei precedenti è tragicamente lunga, e purtroppo non si può escludere che episodi analoghi si verifichino nei prossimi giorni di questa lunga e calda estate. Quella dei bambini dimenticati in auto sotto il sole è una “fatalità” che le cronache dei giornali ripropongono tristemente ogni anno con l’arrivo dei mesi caldi, e a quanto pare nessuno – dalla politica ai costruttori, passando per gli organismi di settore – sembra in grado di trovare una soluzione al problema. Il monito lanciato dal ministero della Salute nell’ambito del progetto “Estate sicura” – “Mai lasciare i bambini soli in macchina” – rimane a quanto pare inascoltato.

 

Errore, dimenticanza o fatalità?

L’ultimo caso, si diceva, è di poche ore fa: nella serata di martedì scorso una bambina di appena 5 anni è deceduta presso un camping di Muzzano, nei pressi di Lugano, nel Canton Ticino, dove la mamma l’aveva lasciata a dormire nella sua Volkswagen Touran parcheggiata sotto il sole cocente. La donna, 40enne, stava trascorrendo qualche giorno di vacanza insieme alle quattro figlie e alcuni amici. A ritrovare la piccola Cayenne priva di vita è stata lei stessa insieme alle tre sorelle (di età compresa tra i 9 e i 15 anni). Il passaggio dal sonno alla morte è avvenuto nel giro di appena quattro ore, mandando in frantumi l’ennesima famiglia.

La dinamica esatta dell'”incidente” resta ancora da chiarire, anche perché la mamma al momento è sotto shock. I medici l’hanno sedata e ricoverata sotto stretta sorveglianza. Le prime parole che avrebbe detto ai soccorritori sono state “Mi sono dimenticata”.

Questi “incidenti” sono quasi sempre dovuti a disattenzione, fatalità, fretta, stress e una serie di concause che si avvitano tragicamente fino al punto di non ritorno. Nei bambini la soglia di tolleranza è minore rispetto agli adulti per motivi fisici e la loro capacità di reazione del tutto nulla: l’ipertermia può verificarsi in soli 20 minuti e la morte può avvenire entro circa 2 ore. Come già spiegato da Tuttomotoriweb, con le temperature elevate di questi giorni l’abitacolo dell’auto sotto il sole può arrivare fino a 70 gradi e il più delle volte bastano 15 minuti per un collasso.

E vale la pena di ricordare che episodi del genere si verificano con tragica feequenza anche in altri paesi. Negli ultimi 10 anni nel mondo sono quasi 700 bambini morti per ipertermia. Negli Stati Uniti, in particolare, muoiono ogni anno in media 36 bambini a causa dell’ipertermia per essere stati lasciati in auto, per un totale di 468 morti negli ultimi 12 anni. In Francia si contano 24 casi tra il 2007 e il 2009, 5 dei quali mortali. Una recente indagine ha inoltre rivelato che circa il 20% dei genitori ha dimenticato nel veicolo proprio figlio, anche solo per un minuto.

Il fenomeno non è né geolocalizzato, dunque, né addebitabile in modo particolare a padri o madri. Ma nascondersi dietro la fatalità o l’indignazione non è certo un modo costruttivo per farsene carico. Ad oggi, l’unico rimedio è stato individuato a interventi tecnologici volontari, senza affrontare il problema alla radice. Eppure ci sarebbero soluzioni di facile installazione che consentirebbero di “rilevare” la presenza del bambino sul seggiolino, avvertendo il genitore nel momento in cui scende dall’auto – per esempio – con un semplice segnale acustico. Non servirebbe poi molto, insomma, per trasformare la “fatalità” di una dimenticanza in un fatto privo di conseguenze. Quante tragedie dovranno ancora ripetersi prima che qualcuno prenda un’iniziativa in questo senso?