Philippe Bianchi: “Jules, per me e la mamma resterai un campione. Hai vinto”

Philippe Bianchi
Philippe Bianchi, padre di Jules Getty Images)

La giornata di ieri è stata molto triste a causa del funerale di Jules Bianchi, ex pilota della Formula1 che è deceduto pochi giorni fa dopo essere stato in coma da ottobre 2014 in seguito ad un brutto incidente capitato nel Gran Premio del Giappone che si correva a Suzuka. Il francese ha lottato per rimanere in vita sotto gli occhi dei familiari disperati nel vedere il loro caro in quelle difficili condizioni. La morte se l’è portato via e ieri a Nizza nella cattedrale di Santa Reparata sono stati in molti a partecipare al funerale per l’ultimo saluto a questo sfortunato ragazzo di 25 anni. Amici, colleghi, conoscenti e tifosi sono accorsi numerosi per l’occasione.

 

Jules Bianchi: il ricordo del padre e del manager

Le parole di Philippe Bianchi, padre dell’ex pilota, hanno colpito e commosso molto: “Sei nato per correre, è sempre stata la tua ragione di vita – riporta La Gazzetta dello Sport -. Sei e resterai sempre un grande campione per me e la mamma”. Successivamente, sempre con voce rotta dal dolore per la triste perdita, ha ricordato così il figlio: “Jules era una persona umile, il più bel riconoscimento di quello che fatto siete voi – ha detto rivolto al pubblico -. E’ come se fossi salito sul podio della Formula1, hai vinto Jules”.

Applausi scroscianti per Philippe Bianchi e le belle parole rivolte al figlio. Non è facile per dei genitori perdere chi si ha messo al mondo e riuscire a parole ad esprimersi quando si ha così tanto dolore dentro. Certamente Jules Bianchi lascia un bel ricordo a coloro che lo hanno conosciuto, ma anche a quelle persone che lo hanno potuto seguire solo tramite gli schermi.

Anche Nicolas Todt, manager del francese, ha voluto ricordare il ragazzo: “È stato bello, lo hanno applaudito tutti come avrebbe meritato ogni domenica. Abbiamo vissuto tanti momenti importanti, professionali, ma soprattutto come amici, il nostro era un rapporto che andava ben al di là del lavoro – spiega -. Non c’è un ricordo particolare che prevale sugli altri, certo, quando arrivò in Formula 1 fu davvero un gran bel giorno, come del resto quando a Montecarlo riuscì ad andare a punti con una monoposto certamente non di gran livello. Purtroppo Jules non ha mai potuto far vedere a tutti, dimostrare, che un giorno sarebbe diventato un grande campione. Era un pilota che non mollava mai, uno che ci credeva sempre, malgrado avesse attraversato anche parecchi momenti difficili”. Già purtroppo non potrà più dimostrare il suo valore, un vero peccato anche considerando che la Ferrari aveva deciso di puntare su di lui per il dopo Kimi Raikkonen.