F1, Stefano Domenicali: “Jules Bianchi sognava la Ferrari, avevamo un progetto per lui”

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Stefano Domenicali (Getty Images)

Stefano Domenicali conosceva bene Jules Bianchi per essere stato a lungo team principal della Ferrari e averlo visto crescere della Driver Academy del Cavallino Rampante. Il pilota francese, morto due giorni fa, era uno dei talenti più interessanti sfornati dal vivaio ferrarista e sembrava destinato prima o poi a sedersi sul sedile di una monoposto rossa. E’ stato Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente della scuderia di Maranello, a rivelare che sarebbe stato lui il sostituto di Kimi Raikkonen nel 2016.

 

Stefano Domenicali ricorda Jules Bianchi

Ai microfoni di Sky Sport lo stesso Stefano Domenicali ha parlato proprio di Jules Bianchi esprimendo la propria tristezza per la sua morte e svelando i progetti che erano stati previsti per il suo futuro: “Era sempre a Maranello, tutti i giorni veniva in fabbrica per crescere e per coltivare il sogno di guidare la Ferrari. La nostra idea era che, dopo la Marussia, andasse in un altro team per crescere ed essere pronto per il grande salto. Questo è quanto avevamo pianificato qualche anno fa. Ma purtroppo il destino ce l’ha portato via”.

Il dirigente italiano, ora dipendente dell’Audi dopo l’addio alla Ferrari maturato nel 2014, ha speso altre bellissime parole per Jules Bianchi spiegando quanto fosse un ragazzo speciale e ben voluto da tutti: “Sono stati dei mesi molto tristi, Jules è il primo pilota su cui la Ferrari Academy ha investito. Negli anni il rapporto professionale si è arricchito, ho conosciuto un Jules sempre con il sorriso, sempre positivo, straordinariamente convinto di potercela fare. Per me è la perdita di un ragazzo, al di là del pilota che era, che meritava un altro destino. Era un ragazzo straordinario che aveva creato un rapporto intenso con tutti, in Ferrari e fuori, e questo l’ha sempre contraddistinto“.

Il team di Maranello, insieme alla Manor Marussia, è sicuramente quello toccato più da vicino da questa drammatica tragedia. Quello sfortunato e terribile incidente di Suzuka nell’ottobre 2014 si poteva evitare, ma a volte il destino è tremendo e può costare la vita. La Formula1 da anni lavora per la sicurezza dei piloti, ma alcuni episodi a volte non si possono prevedere. Speriamo di non rivedere più altri casi come quelli di Jules Bianchi.