MotoGP, Marco Rigamonti: “Andrea Iannone ha cambiato stile di guida”

Andrea Iannone
Andrea Iannone (getty images)

E’ risaputo che un pilota si trova spesso di fronte all’esigenza di cambiare stile di guida quando cambia categoria o cambia moto all’interno della stessa classe. E’ un normale processo che hanno affrontato un po’ tutti e che si rende necessario al fine di ottenere i migliori risultati possibili. Chiaramente non è facile per tutti trovare fin da subito il feeling. C’è chi ci riesce con facilità, chi ha bisogno di tempo e chi invece non ce la fa proprio. I più bravi sono ovviamente quelli che si adatto più in fretta e meglio ad ogni tipo di condizione. Non a caso sono poi i piloti che vincono di più.

Anche Andrea Iannone ha dovuto attraversare tale processo a va detto che se l’è sempre cavata abbastanza bene pur non riuscendo ancora a vincere titoli mondiali. Dal 2013 corre in MotoGP. Per due stagioni ha corso con il team Pramac e da quest’anno è invece un pilota ufficiale Ducati. La sua stagione sta andando positivamente, è terzo nella classifica generale dietro ai due contendenti per la corona iridata Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, ma soprattutto sta vincendo il duello con il compagno Andrea Dovizioso. A lui e alla rossa di Borgo Panigale manca ancora qualcosa per avvicinarsi a Yamaha e Honda per lottare per vincere, ma la strada intrapresa sembra quella giusta.

Marco Rigamonti, ingegnere di pista di Andrea Iannone dal 2013, ai microfoni di Speedweek ha parlato dell’adattamento dell’abruzzese alle moto: “Nel primo anno Iannone aveva molto da imparare, perché le gomme sono diverse dalla Moto2. Ha dovuto cambiare molto lo stile di guida rispetto a prima, imparando molte cose anche sull’elettronica e non è stato facile. La moto e le gomme erano diverse da quelle a cui era abituato. Abbiamo dovuto aiutarlo. Nel 2013 in Giappone gli ho detto che perdeva un secondo in una curva perché non utilizzava bene i freni. In gara sono riuscito a portarlo ad un secondo di miglioramento. Una volta che gli è stato detto come fare, si è impegnato per attuare le direttive. Adesso non devo dirgli nulla, gli viene tutto naturale”.