F1, Chris Horner accusa la Renault: “Non ha mantenuto le promesse fatte alla Red Bull”

Chris Horner (Getty Images)
Chris Horner (Getty Images)

Dopo un 2014 tutto sommato non negativo con 3 vittorie ottenute da Daniel Ricciardo e una classifica costruttori conclusa al secondo posto dietro alla dominatrice Mercedes, era difficile che per la Red Bull il campionato di Formula1 2015 sarebbe stato così complicato. La scuderia di Milton Keynes è quarta a quota 63 punti, ma con un distacco enorme da Williams (151), Ferrari (211) e Mercedes (371). Per un team in grado di vincere quattro titoli mondiali consecutivi con Sebastian Vettel è uno smacco enorme vedere i rivali, anni fa nettamente battuti, così lontani.

 

La Red Bull accusa la Renault

I vertici della squadra hanno sempre indicato nella Renault la colpevole di questa situazione negativa. Il costruttore francese non sarebbe stato in grado di fornire un motore turbo adeguato per competere con la concorrenza. La power unit montata sulle monoposto di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat si è dimostrata inaffidabile e con meno cavalli delle altre. Va detto che in casa Red Bull si è fatta poco autocritica. Se è vero che la Renault ha delle enormi colpe, pure il team anglo-austriaco deve aver sbagliato qualcosa. Tutti dovrebbero assumersi le proprie responsabilità e non solo scaricarle sugli altri.

Chris Horner, team principal della scuderia di Milton Keynes, nell’intervista concessa ad Auto Hebdo ha spiegato la situazione relativamente ai rapporti con la Renault: “C’è frustrazione. Ci sono state fatte delle promesse che non sono poi state mantenute. Noi abbiamo raggiunto la cima del successo con loro e sappiamo che persone di alta qualità ci lavorano, ma non possiamo chiudere gli occhi e non dire nulla. Hanno alcuni problemi da tempo e non li hanno presi in considerazione nonostante i nostri avvertimenti, niente è stato fatto”.

Chris Horner va più a fondo con le critiche spiegando la cattiva gestione del progetto relativo alla power unit turbo voluta proprio dalla Renault e che invece si è rivelata essere un boomerang: “Hanno insistito sul motore V6 turbo e avevano avvisato che avrebbero potuto lasciare il campionato se la F1 fosse andata nella direzione opposta. Vinciamo e perdiamo insieme, ma la Renault ha fatto un grave errore nel valutare ciò che si sarebbe dovuto fare. Anche in tal caso è difficile accettare che Renault abbia sottovalutato queste regole dal momento che era in prima linea nella loro attuazione”.