MotoGP, Marco Melandri: “E’ filato tutto storto, ma era prevedibile”

Marco Melandri
Marco Melandri (getty images)

Marco Melandri ha detto basta all’esperienza in MotoGP dopo otto gare in sella alla ‘debuttante’ Aprilia RS-GP e al Sachsenring è stato sostituito da Eugene Laverty. Il pilota ravennate non ha più nessun legame con la casa di Noale ed ora il suo sogno è ritornare quanto prima in Superbike, il suo “habitat natuale” da cui è stato strappato per collaudare la nuova Aprilia in vista del 2016, un classe dove ha vinto tanto senza però riuscire a vincere un Mondiale.

Il ruolo di collaudatore nella classe regina è calzato stretto sin dal primo giorno a Marco Melandri, che ha capito da subito che sarebbe stata una stagione difficilissima e con la viva possibilità di firmare le dimissioni quanto prima.

“Quest’anno è filato tutto storto, ma era prevedibile e forse per questo motivo la stagione più sofferta è stata quella del 2014, dove mi aspettavo una migliore sintonia con Aprilia – ha spiegato Marco Melandri in un’intervista a Sport Mediaset -. Il pilota secondo me deve rimanere il riferimento del team, deve essere ascoltato e seguito con fiducia, perché è l’unico seduto sulla moto. Poi parla il cronometro, il vero grande giudice in pista”.

Al momento Melandri è un pilota disoccupato, uno status che non gli pesa visti i risultati deludenti in MotoGP: “Sono più felice di essere a piedi che correre in una situazione scomoda, dove non riuscivo ad esprimere il mio potenziale. Non mi sentivo un pilota, perchè un pilota deve essere a capo di una piramide”. Adesso vuole guardarsi intorno con calma per ambire ad un 2016 di rilievo: le soluzioni più probabili sono Yamaha e Ducati.