MotoGP, dottor Claudio Costa: “Caro Valentino dovevi abbracciare Marquez”

Claudio Costa e Valentino Rossi
Claudio Costa e Valentino Rossi in una foto del 2010 (getty images)

Dopo il tanto discusso corpo a corpo tra Valentino Rossi e Marc Marquez il mondo della MotoGP si è scatenato in commenti e giudizi sull’accaduto. La Direzione Gara ha deciso di non prendere provvedimenti e questo, secondo alcuni, potrebbe creare un pericoloso precedente.

Sui social network i commenti, quasi tutti a favore del campione di Tavullia, sono piovuti in quantità e fra questi anche quello del dottor Claudio Costa, il fondatore della Clinica Mobile, che dalle pagine del suo blog ha scritto una lettera aperta al pilota Yamaha.

 

“Caro Valentino,
in Olanda sei stato strepitoso, vincendo su Marquez. Lui lo è stato altrettanto: lo definirei quasi fiabesco in quell’ultimo giro, in cui ha saputo rifarsi sotto e tentare il sorpasso. È stato il tentativo che tutti ci aspettavamo, nell’ultima curva dell’ultimo giro: una manovra impossibile, che nel cuore di Marquez lo avrebbe portato a vincere la gara. Il fatto, indiscutibile, che nessun provvedimento disciplinare sia stato inflitto al pilota spagnolo, ti ha reso, caro Vale, responsabile del taglio della chicane. Sei stato perdonato, e di fronte al perdono io mi inchino. Questo perdono ha fatto dire, pacatamente ma con convinzione, a Marquez a fine corsa: Io sono il vincitore morale. E io, nessuno me ne voglia, sono d’accordo con lui”.

Il dottor Claudio Costa avrebbe preferito che al termine della gara Valentino fosse andato ad abbracciare l’avversario: “Per questo umano motivo mi sarebbe piaciuto che all’arrivo tu abbracciassi il tuo rivale come in una festa di fanciulli che vive di birichinate, e lo elogiassi, invece di dichiarare, sarcastico: “Io non ci dovevo essere, all’ultima curva, per Marc, dovevo sparire come in una Play Station”. No, Vale, ci dovevi essere per affrontare la lotta, perché a ruoli invertiti avresti fatto la medesima cosa. Stanne certo e spera che gli dei che ti hanno liberato dalle corde dove ti aveva costretto Marc, regalandoti la geografia favorevole della curva che hai, con arguzia, tagliato, nelle prossime gare non siano in vacanza. Tutti sanno che gli dei non pagano solo il sabato, e che l’unico sabato del motomondiale è quello dell’Olanda. Condivido l’ebbrezza della tua meritata vittoria e ti prego di non dire mai più di volere sparire, anche se solo per scherzo. Nessuno lo sopporterebbe. Perché le leggenda del motociclismo è fatta con le pagine dell’ultima curva di Assen 2015.
Tuo, Claudio Costa“.