Jean Todt: “La F1 non ha un cancro, solo un mal di testa…”

Il presidente della Fia Jean Todt (Getty Images)
Il presidente della Fia Jean Todt (Getty Images)

 

Il problema dei costi è una delle priorità assolute per il rilancio della F1, ma non si tratta certo di un male incurabile per il Circus. A sostenerlo è il presidente della FIA Jean Todt. La “crisi” di cui tutti parlano, dunque, può essere risolta, a condizione che siano messi in atto i cambiamenti discussi nel corso dell’ultima riunione dello Strategy Group. Ma lka “medicina” dovrà essere ben più potente di un semplice ampliamento del limite di carburante disponibile, a meno di non volerlo legare a un incremento netto della potenza delle power unit.

 

Cambiamenti in vista

Jean Todt non ha usato mezzi termini per dire la sua sul “tema caldo” del momento. “Non credo che siamo di fronte a un cancro – ha dichiarato in occasione di un’intervista presso la sede parigina della FIA, come riporta Motorsport.com – . Siamo di fronte a un mal di testa. Quindi abbiamo bisogno di trovare una ricetta per il mal di testa… E, in un certo senso, il mal di testa è sulla strada per essere curato”. Insomma, “non credo che la F1 abbia bisogno di grandi cambiamenti”.

Todt sostiene che rifarebbe ogni scelta, nonostante il partito degli oppositori alle nuove power unit, anche se ammette qualche “colpa” al riguardo: “Con i motori l’evoluzione è stata grande ma troppo costosa – ha dichiarato – . Mi prendo la responsabilità di non aver garantito, probabilmente, che ci fosse un costo massimo per i clienti. E’ qualcosa che risolveremo. Meglio tardi che mai, provvederemo a risolvere il problema del costo delle power unit per i team clienti”.

Nella stessa sede il presidente della FIA ha poi affrontato un argomento di grande interesse: quello relativo allo stile di guida dei piloti odierni e del tanto biasimato lift to coast, vale a dire il tentativo di risparmiare carburante e preservare la vettura seguendo le istruzioni impartite via radio dal muretto box. Secondo Jean Todt, probabilmente la competizione e, di conseguenza, lo spettacolo potrebbero beneficiare della concessione di un maggiore quantitativo di benzina nel serbatoio. “Oggi tutti dicono: ‘Non ci piacciono le gare perché contano solo il consumo del carburante, i freni, e gli pneumatici’. Il primo anno in cui sono stato a capo di una scuderia di F1 fu il 1993 [alla Ferrari]. Mi ricordo che allora le comunicazioni radio erano diverse e non così evolute come adesso, perché non c’era bisogno di avere accesso a queste comunicazioni che riguardavano solo i team i e piloti. Ma all’epoca si diceva: ‘Uh, dovremmo dare più informazioni, diamo l’accesso gratuito alla discussione tramite la TV’. Così è naturale che le persone abbiano bisogno di interpretare ciò che viene detto”. “Non si vuole che tutti ascoltino la versione originale di ciò che si vuole dire – sottolinea – . Ma anche nel 1993 avevamo dei problemi con i freni e con l’usura degli pneumatici, così come avevamo la necessità di andarci cauti con il carburante. Quindi non si tratta di nulla di nuovo”.

“In ogni caso – ha aggiunto – questo non significa che non dobbiamo considerare la cosa. Se la soluzione è quella di dare 5 kg in più di carburante, personalmente non avrei nessun problema a farlo – ha continuato Todt – . Ma al momento ci sono dei piloti che non sono soddisfatti… Questa è la verità. Se parlate sinceramente della cosa e gli chiedete il perché non sono contenti, la risposta è perché non riescono a vincere. Se in questo momento andate a domandare a Hamilton se è felice lui ovviamente non lo sarà, mentre se lo chiedete a Rosberg è ovvio che lui lo sia. E viceversa in occasione della gara precedente. Ma ancora una volta si tratta di un fatto normale nella vita poiché sei felice quando hai successo, ovviamente non lo sei quando non riesci ad averlo. Poi abbiamo il modo di comunicare le cose e quello di nasconderle”.

Il numero uno dell’organo di governo sportivo ha preso parte di recente anche alle discussioni dello Strategy Group riguardo a un possibile aggiornamento delle regole a partire dal 2017, e forse già nel 2016. Il dossier verrà affrontato nuovamente nella prossima riunione, in programma il 1° luglio. “Se vogliamo gestire la cosa tramite un’ottima proposta che in grado di essere approvata all’unanimità, le novità potrebbero essere applicate anche per il 2016”, ha affermato Todt. “Altrimenti andremo al 28 febbraio 2016, con l’attuazione delle norme che avverrà nel 2017. Io e i miei collaboratori abbiamo avuto lunghe riunioni con i team, dalle quali sono emerse alcune proposte che verranno discusse direttamente la prossima settimana a Londra durante la riunione dello Strategy Group e poi, in base al risultato, queste ultime verranno prese in considerazione dalla F1 Commission”.

A proposito del dominio Mercedes, infine, Todt ha spiegato che si trattava di un fatto prevedibile in virtù del cambiamento delle regole attuato all’inizio della scorsa stagione. Nonostante ciò, il presidente si aspetta che con il passare del tempo e una maggiore esperienza la concorrenza possa colmare il gap: “Sappiamo che, quando si dispone di nuovi regolamenti, una squadra o un costruttore possono fare meglio di altri. Ecco perché sono d’accordo che la stabilità dei regolamenti sia importante, perché ciò significa che dopo due o tre anni il confronto diventa più equilibrato. L’anno scorso, Mercedes era molto più forte di tutti gli altri, ma quest’anno la Ferrari ha fatto un bel passo in avanti. Purtroppo, c’è un nuovo arrivato [la Honda] che, a quanto pare, è ancora in difficoltà, e Renault non è ancora riuscita a mettere tutto insieme”. Ma “sono convinto che sia una questione di tempo prima che i tre, si spera quattro, costruttori possano essere vicini gli uni agli altri”, ha concluso.