MotoGP, Cal Crutchlow: “Non sono lontano da Marquez e Pedrosa”

Cal Crutchlow
Cal Crutchlow (getty images)

Cal Crutchlow approda al GP di Assen con il settimo posto in classifica, tallonato dalla Suzuki di Maverick Vinales (-1) e dalla Yamaha satellite di Pol Espargaro (-2). In un’intervista esclusiva rilasciata al sito ufficiale Motogp.com il rider britannico del team CWM LCR Honda ha parlato del suo rapporto con la casa madre e della stagione in corso.

Dopo un’inizio di stagione promettente Cal non è riuscito a tagliare il traguardo negli ultimi tre Gran Premi: “E’ deludente perché potevamo essere molto più in alto in campionato, quindi dobbiamo continuare a lavorare; il team CWM LCR Honda sta lavorando intensamente. Mi danno tutto quello di cui ho bisogno e la Honda mi sta dando un grande sostegno, come fa con tutti gli altri piloti”.

 

Ad Assen alla ricerca del riscatto

In Olanda sarà fondamentale trovare subito il giusto assetto per tenere testa ai diretti avversari: “Assen è un altro circuito che non ho mai guidato con la Honda. L’unico circuito che ho guidato con la Honda è Sepang – ha ricordato Cal Crutchlow -. Mi piace Assen e il Sachsenring, poi abbiamo la pausa, ci vado con gli spiriti positivi e non c’è ragione per cui non possiamo avere un risultato positivo lì!”.

L’obiettivo del pilota britannico non è quello di essere il miglior pilota con una moto satellite, bensì essere quanto più vicino possibile alle Honda ufficiali di Dani Pedrosa e Marc Marquez e “al termine delle gare non siamo troppo lontano da loro. Voglio provare a fare qualche podio e fare buone gare, dare alla Honda le informazioni di cui hanno bisogno per continuare a sviluppare la moto”.

Cal Crutchlow è un pilota senza peli sulla lingua, sempre pronto a dire quello che pensa senza troppe reverenze. E quando gli viene fatto notare questo aspetto risponde con una frecciata ad alcuni colleghi: “In un team satellite si ha più libertà di parola. Odio i piloti che si trovano e dicono cose che non sono vere. Ho sempre rispettato i miei sponsor e la squadra e il mio produttore, ma se penso che qualcosa non va lo dico. A volte ci si mette nei guai, a volte non è così, ma questo è il mio modo di essere. Io non voglio cambiare, perché penso di essere onesto. Ho un grande rapporto di lavoro con la mia squadra”.