SBK, Michael Van der Mark: “Corro per diventare come Valentino Rossi”

Michael Van Der Mark (Getty Images)
Michael Van Der Mark (Getty Images)

 

Michael Van der Mark è uno dei piloti più promettenti nel mondo della Superbike: olandese, classe 1992, negli ultimi tre anni ha messo a segno con il Pata Honda Superbike Team almeno un trofeo a stagione, sempre in sella a una moto della Casa alata: nel 2012 l’Europeo Superstock 600, nel 2013 la 8 ore di Suzuka e nel 2014 il Mondiale Supersport (più un “bis” a Suzuka). Quest’anno ha conquistato due terzi posti sul circuito casalingo di Assen e sembra avere tutte le carte in regola per togliersi altre soddisfazioni…

Il segreto di tanto successo? Il giovane rider in un’intervista a Panorama che deve tutto a tre persone: sua mamma, suo papà e Valentino Rossi.

 

Il tris vincente

Il rookie della Honda Michael Van der Mark è stato spinto a correre dal padre Henk, con cui abita da quando aveva 12 anni (allora i suoi genitori si separarano). E nel paddock ha sempre accanto a sé la madre Juliette, addetta all’hospitality del suo team, che definisce “fantastica” perché “mi lascia in pace!”. Quanto a Valentino Rossi, dice di averlo “sempre in testa”…

“Papà Henk corre ancora nell’European Classic Endurance, su una Suzuki GSX-R1100 – racconta Van der Mark – . L’anno scorso si è perso la mia vittoria a Jerez de la Frontera – grazie alla quale ho conquistato il titolo mondiale con due tappe di anticipo – perché stava facendo una gara. Non è mai stato un pilota professionista, però”.

Lui invece, ha cominciato a pensare di diventare pilota quando era ancora un ragazzino: “Mio padre mi ha messo su una minimoto e sono andato subito fortissimo – ricorda -, nessuno credeva che non avessi mai indossato il casco. Eppure il colpo di fulmine è arrivato più tardi”, ovvero “quando ho visto Valentino Rossi in pista”.

“Se corro – spiega Van der Mark – è perché volevo diventare come lui. Non dimenticherò mai il giorno in cui l’ho incontrato: papà ci ha scattato una foto al termine di una sua gara. Ovviamente ho incorniciato la foto e ce l’ho ancora”.

“Valentino è la persona che mi ha influenzato di più nella mia carriera insieme a mio padre – sottolinea – : papà mi è stato accanto dall’inizio e ancora oggi condividiamo tantissimo”.

Dopo aver vinto il Mondiale Supersport 2014, dunque, il suo prossimo traguardo è “vincere il secondo, non importa in quale categoria. Provo grande orgoglio per esserci riuscito: da 40 anni un olandese non diventava campione del mondo e sarebbe fantastico scrivere di nuovo il mio nome sull’albo. Ci proverò nel 2016: devo ancora imparare un sacco delle derivate di serie”.

Intanto le energie sono concentrate sul suo prossimo impegno, la 8 ore di Suzuka. “Il 26 luglio sarò di nuovo pronto a partire – conclude Van der Mark – , in compagnia di Takumi (Takahashi, ndr) e Casey Stoner, ‘new-entry’ del trio. Spero di trovare il tempo per chiedergli qualche consiglio, è un altro pilota che ammiro tantissimo”.