MotoGP Honda, Casey Stoner: “Il problema della moto non è il motore”

Casey Stoner (Getty Images)
Casey Stoner (Getty Images)

 

Il dato probabilmente più rilevante che emerge da questa prima metà di stagione 2015 è il “declino” della Honda e l’apparente battuta d’arresto del suo asse, il campione del mondo in carica Marc Marquez. Un fenomeno a proposito del quale sono già stati spesi fiumi di parole, con spiegazioni più o meno logiche e convincenti, e sul quale ora interviene anche Casey Stoner. Il pilota australiano – mai apparso così rilassato – ha deciso di rompere un silenzio lungo due anni per dire la sua – come sempre senza peli sulla lingua – sul tema “caldo” nell’ambiente della MotoGP.

 

La verità su Marc Marquez

La premessa indispensabile è che il rapporto tra Casey Stoner, la Honda e Marc Marquez non è certo dei più “tranquilli”. Il Fenomeno di Cervera – secondo “indiscrezioni” negate dallo stesso Marquez – avrebbe tra l’altro chiesto ai manager del team giapponese di non rimettere in pista il pilota australiano. Cosa ha da dire il diretto interessato al riguardo? “Non credo che Marc abbia detto nulla del genere – dichiara Stoner a Marca.com – , anzi ne sono sicuro. Se avessi avuto anche solo una remota possibilità di essere competitivo, lui ne avrebbe potuto beneficiare. Sono certo che Marc non abbia frapposto alcun ostacolo. Sono state altre persone. Quel che è successo non è affatto chiaro”.

Come dire che a qualcuno interessa suscitare una disputa tra lui e Marquez… “Qualcosa del genere, sì – conferma Stoner – . C’è qualcosa che ha detto Marquez, ci sono altre cose che ho detto io… fanno un intreccio e scrivono quello che vogliono. Fare il giornalista è semplice: basta prendere le parole che vuoi per confezionare una dichiarazione. Non è giusto”.

Spostandosi su un piano più prettamente tecnico, Stoner dice la sua anche a proposito della possibilità di sviluppare una moto svolgendo tre soli test all’anno. “Quando corri veloce – dice – puoi stabilire un’ottima sintonia con la moto. Non ho provato le componenti con cui [Marquez] sta avendo problemi. Lui e il suo team decidono liberamente cosa fare. Magari non vanno nella direzione che sceglierei io, ma Marc è diverso da me, e così pure Dani Pedrosa. Ognuno fa le proprie scelte. Quando svolgo i test, non lo faccio per me stesso; fornisco una serie di indicazioni”.

Lui che ha testato la moto di quest’anno, però, può dire se è effettivamente così aggressiva come la descrivono Marc, Dani e Cal Crutchlow. “A mio parere non lo è – afferma Stoner – . Lo sviluppo del motore è stato potenziato, ma ci sono gli strumenti per apportare qualsiasi tipo di modifica. Gli ingegneri possono decidere di renderlo più dolce. Non credo che il problema della moto sia il motore. Cambiare il telaio è più difficile. Se manca il grip sul posteriore, qualsiasi moto sembra aggressiva”.