MotoGP Honda, Casey Stoner: “So cosa non va, ma non lo posso dire”

Casey Stoner (Getty Images)
Casey Stoner (Getty Images)

 

Quello che ieri ha fatto visita alla Nolan a Brembate di Sopra, dove ha presentato il casco che indosserà alla 8 Ore di Suzuka, è un Casey Stoner decisamente trasformato e per certi versi sorprendente. A due anni e mezzo dal ritiro dalle competizioni nella classe regina, il pilota australiano si prestato per oltre un’ora a un fuoco di fila di domande a tutto campo.

Il suo “ritorno” in pista ha fatto notizia nell’ambiente delle due ruote e la curiosità di gionalisti e addetti ai lavori era più che giustificata. “Per anni Honda mi ha chiesto di fare la 8 Ore, una gara che mi è sempre piaciuta ha spiegato Casey Stoner a chi gli ha chiesto ragione della sua scelta, come si legge sulla Gazzetta dello Sport – . Ma quand’ero in MotoGP, non avevo il tempo. Dopo due anni di stop sono meno stressato e sicuramente mi divertirò”. Stoner sarà in sella alla Honda CBR100RR in due test programmati per il 7/8 e 14/15 luglio, che precederanno la gara del 26 luglio.

 

Ieri e oggi

Smentita qualsiasi ipotesi di riprendere l’avventura in MotoGP (“La mia carriera nel Mondiale è già stata lunga”), Casey Stoner ha poi rivelato quando è maturata l’intenzione di appendere il casco al chiodo: “Il lunedì dopo Le Mans 2012 scrissi una lettera a Shuhei Nakamoto, manifestandogli la mia volontà. Per correttezza finii la stagione, ma ne avevo abbastanza. Ancora credo sia stata la scelta migliore”, riporta ancora la Gazzetta.

Da allora la sua vita è radicalmente cambiata: “Mi diverto a pescare, faccio motocross, giro coi kart – spiega Stoner – . Tutte cose che adoro. Della MotoGP invece mi appassionavano solo le qualifiche. Lo stress della gara e il risultato da ottenere non mi mancano”.

Ma non per questo è venuto meno il suo interesse per la disciplina. “Ci sono stati miglioramenti, come l’ingresso di nuove Case e la Ducati tornata competitiva – dice al riguardo – . Questo weekend a Barcellona sarà appassionante”.

Quanto ai problemi della Honda, Stoner dice tutto e niente al tempo stesso: “So cosa non va, ma non lo posso dire”. E sulle presunte analogie tra le difficoltà attuali della Casa giapponese e quelle della Ducati del 2009-10, l’australiano precisa: “Non ne vedo, in Ducati avevamo un budget a inizio anno e non cambiava più: il telaio ce lo tenevamo per tutta la stagione”.

A chi gli domanda chi sia secondo lui il favorito per il titolo iridato 2015, risponde con parole evasive: “È presto: non mi aspettavo questo crollo di Marquez, mentre è interessante rivedere Rossi davanti”.

Alberto Vergani, presidente di Nolan Group, ha poi ricordato la fedeltà di Casey Stoner all’azienda bergamasca nonostante le ricchissime offerte di altri produttori. Un concetto sul quale lo stesso pilota ha insitito con forza, ma con una precisazione: “Ciò non toglie che oggi non ci sia un marchio migliore di Nolan”.