MotoGP, Mick Doohan: “Potevo essere team-mate di Valentino Rossi”

Mick Doohan (Getty Images)
Mick Doohan (Getty Images)

 

Mick Doohan ha vinto il campionato del mondo della classe 500 per cinque volte consecutive, dal 1994 al 1998. Lo scorso 4 giugno ha festeggiato il suo 50 ° compleanno, e con l’occasione, ha rivelato perché è stato sul punto di diventare compagno di squadra Valentino Rossi.

“Saremmo stati compagni di squadra, se fossi tornato nel 2000, ma non è andata così, per cui Valentino si è preso tutto il mio equipaggio. Poi si è accaparrato Nastro Azzurro come sponsor e un team a parte”, ha dichiarato il pilota australiano, come riporta Speedweek, aggiungendo che “in una squadra con due piloti dovrebbero esserci diversi sponsor”  e precisando di averne parlato personalmente anche con il Dottore. Nel 1999 ha subito un nuovo sfortunato incidente che, a causa della nuova rottura della gamba, ne ha causato il forzato ritiro.

 

Un’occasione mancata

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, dopo il ritiro dalle corse in seguito a un grave incidente avvenuto nel 1999 sul circuito di Jerez, Mick Doohan ha lavorato come consulente per il reparto corse della Honda, ma tale rapporto si è concluso al termine della stagione 2004.

Jeremy Burgess ha detto una volta che a Valentino piace di più correre, mentre lui ama soprattutto vincere. “Non so se è così – osserva Doohan – . Ma per vincere correre. Penso che in fondo sia un po’ stessa cosa. Ho corso sin da bambino. Non puoi continuare a farlo , se non ti piace. Non so se questo fa una grande differenza. Entrambi abbiamo vinto, e penso che anche a Valentino piaccia salire sul podio”.

“Le persone con cui ho lavorato, come Jeremy Burgess, sono state con me per molto, molto tempo – aggiunge Doohan – . Abbiamo costruito una squadra vincente che Valentino ha ereditato. Frequento ancora molti di loro… e tanti oggi continuano a lavorare per Valentino “.

Come vede la decisione di Rossi di lasciare il capotecnico Jeremy Burgess e sostituirlo con Silvano Galbusera? “Non sono abbastanza addentro per esprimere un giudizio al riguardo”, risponde Doohan. Ma il 2014 è stato per il Dottore prodigo di risultati e a quanto pare gli piace ancora molto stare sulla moto: “Se ciò che era necessario per riaccendere in lui la scintilla – conclude – ha fatto la scelta giusta”.